Michael Jackson's L.O.V.E. Believers

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    [FANFICTION] La Vera Storia Di Dirty Diana

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    Liberian Girl
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    [FANFICTION] La Vera Storia Di Dirty Diana

    Messaggio  Liberian Girl il Sab Nov 07, 2009 4:33 am

    Sotto richiesta la FF più scandalosa del web hahahahahahahahahahahaha

    ATTENZIONE: La fanfiction ha dei passaggi abbastanza spinti...avvisati mezzi salvati. Se vi sentite offesi, evitate! Thanks!


    LA VERA STORIA DI DIRTY DIANA


    Parte Prima


    "Non mi farai restare
    quindi sposta il tuo peso da me
    Conosco ogni tua mossa
    Quindi perchè non mi lasci stare?
    Sono stato qui così tante volte prima
    Ma ero troppo cieco per vedere
    che tu seduci ogni uomo
    Ma questa volta, non mi sedurrai
    Lei sta dicendo :
    "E' tutto ok. Dai piccolo fai ciò che vuoi
    Io ho quello che vuoi
    Io sono la cosa di cui hai bisogno"
    Mi ha guardato profondamente negli occhi
    Lei mi sta toccando per iniziare
    Lei dice : "non c'è via d'uscita"
    Lei mi ha intrappolato nel suo cuore

    Sporca Diana,no
    Sporca Diana, lasciami stare
    A lei piacciono i ragazzi della band
    Lei sa quando arrivano in città
    Ogni fan di un musicista
    dopo che il sipario si abbassa
    va via
    Lei aspetta alle porte del backstage
    Per quelli prestigiosi
    Che promettono fortuna e fama
    Una vita leggera
    Lei sta dicendo:
    "E' tutto ok
    Hey piccolo fai ciò che vuoi
    Sarò la tua storiella notturna
    Sarò il giochino che puoi provocare
    E non mi importa di quello che dici
    Voglio spingermi oltre
    Sarò qualsiasi cosa per te
    Se tu farai di me una star"
    Sporca Diana,no.
    Lei dice: "Devo andare a casa
    perchè come vedi sono molto stanca
    Però odio dormire da sola
    Perchè non vieni con me?"
    Le ho detto: "La mia piccola è a casa
    Sarà probabilmente preoccupata stanotte
    Non le ho telefonato per dirle che sto bene
    Diana camminava verso di me
    e mi disse: "Sono tutta tua stanotte"
    A quel punto ho corso verso il telefono
    dicendo "Piccola,sto bene"
    Ho detto: "Ma lascia la porta aperta
    perchè ho dimenticato le chiavi"
    Lei ha detto : "Lui non sta tornando,
    perchè sta dormendo con me"
    Sporca Diana,no."
    Michael Jackson- Dirty Diana




    Chi sono le groupies?
    Sono delle piccole star.
    Ragazze bellissime e frizzanti, fans sfegatate, pronte a tutto per il loro artista del cuore.
    Dalla fine degli anni 60 ad oggi, quello delle groupies è diventato un vero e proprio fenomeno.
    Molte di loro sono anche unite in gruppi come le G.T.O., le Plaster Casters e via dicendo.
    Le groupies sono un fenomeno di moda. Le ragazze,di media, vanno dai 13 (si avete capito bene,anche tredici!) fino
    circa ai 25 anni.
    Il fenomeno groupies trova il suo baricentro a Los Angeles...le L.A. Queens.
    Il Sunset Strp Blv è la maggiore meta : tutti i locali e gli hotel frequentati dalle star si trovano proprio lì,nel cuore di
    Hollywood.

    Sam è un giovane imprenditore. E' arrivato a L.A. verso la metà degli anni '70 e presto,grazie alla sue doti, si è
    inserito nello mondo glitterato delle star hollywoodiane, in qualità di "genio della lampada".
    Sam si è sempre occupato di realizzare tutti i desideri dei capricciosi divi. Era uno di fiducia, dalle idee brillanti,
    acuto osservatore ed ammaliante conversatore. Tutti amavano Sam...sei sei una stella ed hai voglia di divertirti, c'è
    poco da fare,devi chiamare lui.
    Dove c'è Sam ci sono le feste migliori,il cibo migliore,la musica migliore,lo champagne migliore e le ragazze migliori.
    Se un'artista chiedeva a Sam di volere del divertimento con delle groupies, lui in breve rintracciava le ragazze più
    ricercate,interessanti ed ovviamente belle da mozzare il fiato.

    La "pupilla" di Sam era Diana.
    La conobbe nel 1977, ancora quattordicenne.
    Era una sera particolarmente tiepida a L.A. e la ragazza aveva passato l'intera notte fuori dal celebre hotel
    Continental Hyatt House, decisa ad incontrare Jimmy Page, leader dei Led Zeppelin.
    Sam, notando la sua rara bellezza, la avvicinò e da quel momento nacque un rapporto di reciproca stima e fiducia.
    Sam portava sempre Diana con sè, era il suo orgoglio...ma la concedeva solo ai "pochissimi eletti".
    Le diceva sempre "Diana,tu diventerai una star...diventerai una star. Una grande modella o una grande attrice...hai
    solo bisogno dei contatti giusti...e quanto diventerai una grande stella, potrai dire che è stato Sam a
    raccoglierti dalla strada e portarti fino all'Olimpo".

    Diana, dopo l'incontro con Sam, decide di lasciare per sempre la sua casa natale. Passa la sua vita fra le camere
    degli alberghi, una notte dopo l'altra...una star dopo l'altra.
    Una bellezza disarmante : lunghi capelli ondulati scuri, fisico slanciato, due grandi occhi verdi e labbra
    piene,sempre tinte di rosso. Tutti volevano Diana...ma era lei a scegliere.
    Quella sua sicurezza, il tono della sua voce, la grande intelligenza unita ad un fascino come pochi, fecero andare in
    frantumi i cuori di tanti e tanti.
    Tutte le groupies avevano grosso rispetto di lei...molte erano addirittura in soggezione.
    Lei era la numero uno...perchè se Mick Jagger arrivava in città, voleva solo lei.
    Era stata lei ad avere la copertina di Playboy più spettacolare degli ultimi anni...lei era davvero una stella.

    Durante la prima metà degli anni '80, Sam aprì il suo primo club privato hollywoodiano.
    Nel giro di pochissimo tempo, diventò la meta più amata ed esclusiva. Solo super-vip...massima selezione. Se non
    eri l'artista del momento, o un personaggio di spicco...potevi anche dimenticarti l'ingresso.
    Il locale era così stylish!
    Un angolo con divani in pelle per rilassarsi, un grande palco per le super-esclusive esibizioni, due sale da ballo
    nelle quali si passava solo "musica giusta", un enorme bancone Bar gestito dai Barman più esperti ed abili con i
    cocktail ed ovviamente...come ogni club che si rispetti, moltissime zone privè elegantissime e ricercate.
    Nell'attico, un grande appartamento che Sam condivideva con i suoi ospiti.

    Diane si era da poco trasferita lì in pianta stabile, aveva tutto ciò di cui avesse bisogno, coccolata dal suo "amico-
    collega" che vedeva in lei la sua più grande attrazione.
    Quella sera Diana si stava preparando accuratamente. Aveva già un backstage pass per il concerto dei Rolling
    Stones. Avrebbe aspettato il suo Mick dietro il palco e poi sarebbe scomparsa nella notte con lui.
    Sam entrò correndo nella sua camera : "Diana, stasera devi essere più che favolosa...devi essere splendida, verrà
    qualcuno di molto importante". Diana, ancora in intimo, girò la testa con tono sprezzante : "Ma io sto andando al
    concerto dei Rolling Stones...lo vedi questo pass? Sarò decisamente occupata...". Sam sbuffò : "Ancora con gli
    Stones? Basta...liberati del passato, stasera qui verrà qualcuno molto più importante di qualsiasi Mick Jagger, quello ormai ha da andare in pensione!".
    Diana incrociò le braccia "E chi sarebbe costui?Sentiamo..." "Stasera il nostro ospite sarà Michael Jackson!".
    Diana sgranò gli occhi: "Michael Jackson?Il sexy thriller boy??" "Esattamente".
    Diana urlò e poi si fiondò sopra Sam, abbracciandolo "Ahh!Sam sei un grande...oddio!!Ma come ci sei riuscito?".
    Sam ridacchiò "Conosco Michael dal 75, lui era il ragazzino talentuoso dei Jackson 5. Siamo rimasti in contatto...ed
    è da un pò che gli chiedo di venirmi a trovare,qui al club. Lui non ama molto questo tipo di intrattenimento...però
    oggi pomeriggio ho parlato un pò con lui al telefono, e mi ha detto che è molto stressato, perchè da poco ha iniziato
    le registrazioni del suo prossimo disco..." "mmm interessante, continua". Sam si siede sul letto disfatto : "Così mi ha
    parlato di questo progetto...avrà un'immagine più cattiva, sai borchie ed insomma..molto rock! Però ha molti dubbi
    sul fatto che possa funzionare...è un cambiamento molto radicale, così gli ho proposto di fare una sorta di prova
    generale qui al club, per sondare un pò il terreno...e lui mi ha subito detto che la trovava brillante come idea!Sarà
    un evento senza pari, il mio club avrà il nuovo volto di Michael Jackson in esclusiva!Fra mille anni si parlerà di
    questa serata...Una serata storica!Stanotte scriviamo la storia...ora capisci perchè un concerto degli Stones è una
    perdita di tempo?".
    Diana era a bocca aperta...la sua mente iniziò rapidamente a vagare, poi espresse i suoi pensieri con il classico
    tono di voce calda "Bene...molto bene. E siccome sarà una serata nella quale ogni dettaglio sarà storico, tutti
    parleranno del fatto che Michael Jackson, dopo la sua esibizione, ha deciso di deliziarsi con Diana...fra tutte le
    ragazze di Los Angeles, solo in Diana, Michael, ha trovato la sua musa. Non è corretto?". Sam ha messo una mano
    sulla spalla della ragazza : "Ti cammina il cervello...per questo sei la mia preferita". Le diede un bacio sulla fronte,
    poi aggiunse "Ed ora...ti dò al massimo due ore per far diventare verde di invidia anche Afrodite. Mettiti a
    lavoro,tesoro".
    Diana iniziò a parlare con un tono simil-pietoso "Ehm...ma non avrò neanche un vestito nuovo?". Sam ridacchiò
    :"Tesoro, ma io penso sempre a tutto, aspetta qui".
    Dopo qualche minuto Sam rientra nella stanza con un pacchetto che riportava la firma Balmain : "Questo è il vestito
    più sexy dell'anno, addosso a te starà un incanto".
    Diana, dopo un urletto di eccitazione, apre concitata il pacco: "Ohhh ma è stupendo".
    Un mini-mini-abitino nero con inserti di paillettes. Le due bratelline erano borchiate ed al centro vi era un'ampia
    scollatura. Sarebbe stata divina.


    "Bene, è arrivato" mormora Diana sbiriciando dalla finestra, poi si gira verso la sua amica Lucy : "Quanta gente c'è sotto?". Lucy sta allacciando un corsetto "E' stracolmo...un pò più di duecento...era da tempo che non vedevo un pienone del genere". Diana si apposta davanti lo specchio per dare un'ultima sistemata ai capelli, poi si gira verso Lucy "Come ti sembro?" "Stupenda come sempre".
    Diana è scontenta, pensa fra se e sè che non può essere bella "come sempre", stasera è una serata speciale.
    Scioglie i capelli ed aggiunge un tono più scuro al suo ombretto, poi si gira di nuovo per Lucy "Ed ora come ti sembro?" "Ora sei perfetta...ed io come ti sembro?". Diana scruta l'amica per qualche minuto, poi scompare dentro il guardaroba, ritorna con un abito rosso "Metti questo, quel corsetto ti sta malissimo".

    Al piano di sotto c'è una gran folla, tutti sono in attesa di Michael...il ritorno di Michael Jackson. L'eccitazione e l'adrenalina raggiungono livelli impressionanti.
    Mentre gli ospiti ballano e consumano fiumi di Crystal, Sam sta tranquillizzando Michael dentro un piccolo camerino.
    "Ma Sam...e se non volessero un Michael nuovo?Se fossero ancora concentrati sulla mia vecchia immagine?". Sam le prova tutte, ma il suo carisma alla fine la spunta sempre : "Se fossi ancora il Michael di Thriller, non ti si filerebbe più nessuno...ogni artista che si rispetti deve essere capace di rinnovarsi...vedrai che lancerai una tendenza..tutti vorranno essere Bad".
    Michael si fissa ancora un momento allo specchio e respira profondamente, poi sistema i riccioli :"Bene...una cosa è certa: finchè non starò sopra il palco mi sentirò agitato" "Quando vuoi Michael, sono tutti in tua attesa".
    Alza le spalle, aggiusta la giacca di pelle poi si volta verso Sam : "Alza il sipario".

    Dopo qualche minuto la sala si riempie di stupore.
    Una sagoma nera sotto un telo blu sta ondeggiando, il velo cade ed esce il più grande talento degli anni 80, con una carica ed un'aggressività mai vista prima.
    Le note sono quelle di Heartbreaker Hotel, brano dei Jackson 5, stavolta reso più rapido e rock dall'eccezionale band.
    Michael si muove in modo diverso : trasmette sensualità ed energia da tutti i pori. La sua voce travolge tutti...è un'ipnosi collettiva.

    Le ragazze sono in visibilio : ballano,cantano ed urlano.
    Diana ferma, impassibile...pare stia studiando la sua preda.
    Lucy si avvicina a lei urlando : "Oh cielo, lo hai visto? Hai visto come si tocca?Lo voglio, lo voglio...mi farò sotto...chissà come deve essere avere un uomo così". Diana con molta calma e determinazione negli occhi si volta verso la ragazza : "Non pensarci nemmeno,lui è mio".
    La soggezione è così forte che il gruppo di ragazze, Lucy in prima linea, si allontanano rapidamente ed in silenzio.

    L'esibizione va avanti diventando sempre più intensa.
    Nonostante i brani siano già noti, a tutti pare di sentirli per la prima volta.
    Dopo un'infiammata Beat It, Michael prende il microfono "Amici miei, non sapete quanto mi rende felice essere qui in mezzo a voi. Queste sono state canzoni molto importanti per la mia carriera...ma è tempo di cambiamenti".
    Le prime note di Another Part Of Me risuonano per la sala, la gente è impazzita. Quel nuovo sound febbrile ha catturato tutti.

    Diana è ancora ferma, sta fumando una sigaretta e non stacca mai gli occhi dal palco. Sam le si avvicina e le parla all'orecchio : "Allora che ne pensi?" "Lui è più grande di qualsiasi altro...è più grande di Elvis e dei Beatles...è il top, non esisterà mai nulla di simile". Sam ridacchia soddisfatto, Diana aggiunge "Per questo deve essere mio" "Tesoro, giocati le tue carte...io te l'ho portato qui, ora tocca a te".
    Diana scruta ancora il sorprendente showman, è sempre più determinata...ha una sensazione : oltre al suo egoistico interesse, brama quell'uomo...lo desidera come non aveva mai desiderato nessuno.
    E' attratta come una calamita, il cuore le batte forte...lo vuole...ardentemente.
    "Diana, questo è l'ultimo brano, vieni con me nel backstage, così te lo posso presentare" "No Sam, è banale. Io lo aspetterò dietro il palco, ma tu non dovrai dire niente...lascia fare a me, stanotte non avrò bisogno del tuo aiuto." "Come preferisci, ma iniziamo ad andare".

    Mentre sul palco si consumano le ultime note di Bad, Diana si è già appostata dietro le quinte. E' poggiata sul muro, una gamba piegata, l'altra rigida sopra il tacco a spillo.
    Michael esce dalle scene saltando e ridendo. Corre verso Sam : "Oh Sam! Sono così felice...hai sentito l'energia?" "Michael sei stato incredibile, non ho parole...non ho parole davvero. Ora rilassati e divertiti...la notte è giovane e qui c'è sempre qualcosa di interessante da fare!".
    Michael viene abbracciato da tutti i membri della band, stanno tutti intorno a lui riempendolo di complimenti ed abbracci. Eppure la sua attenzione viene distratta da una figura femminile sullo sfondo, lo sta osservando intensamente.
    L'indola curiosa della giovane star, lo porta a fissarla a sua volta, scorgendo in lei un sorriso compiaciuto.
    "Scusate ragazzi...voi andate, io vi raggiungo fra un momento" dice Michael con voce distratta. Uno dei ballerini interviene : "Dai Michael, vieni...andiamo a bere qualcosa..." "Si...si, voi andate, io arrivo fra un momento...devo riprendere fiato" sta parlando con il ballerino, ma in realtà il suo sguardo è rapito da qualcun'altro.
    Il backstage si svuota rapidamente, solo qualche tecnico che sta sistemando le ultime cose è presente.
    Diana cammina lentamente verso Michael. Arrivata a pochi centimetri dal suo viso gli parla con il tono più seducente che il ragazzo abbia mai udito nella sua intera vita :"E così ecco Michael Jackson...mi hai stupita".
    Lui abbandona ogni timidezza ed affronta la ragazza con tono deciso :"Da cosa sei rimasta stupita?". Lei si morde il labbro sogghignando, poi cammina via.
    Michael sente un brivido di piacere attraversargli il corpo : sarebbe iniziata una caccia.
    Insegue la ragazza : "Scappi?" le dice sorridendo.
    Lei si gira facendo ondeggiare i lunghi capelli : "C'è troppa confusione qui...".
    Con passo veloce Diana prende svariati corridoi nel retro del locale, Michael la sta seguendo.
    Da una piccola porticina si trovano entrambi all'esterno, in una piccola traversa deserta.
    E' buio e si intravedono solo i rfilessi blu della città.
    La ragazza si ferma di scatto, poi si gira ritrovandosi a pochi centimetri dal volto di quell'affascinante ragazzo.
    Lui la prende per la vita e fa per avvicinarsi alle sue labbra. Lei gli mette un dito sulla bocca : "Sarò tutto quello che vuoi".
    Diana si libera dalla ferrea presa del giovane e continua a camminare per le minuscole stradine.
    Michael le corre dietro divertito "Non potrai scappare all'infinito", ma lei non demorde e continua a prendere una traversa dopo l'altra fino ad arrivare ad un vicolo cieco.
    Poggia la sua schiena contro il muro, Michael le sta lentamente venendo incontro.
    Le si mette davanti sfiorandole l'orlo della scollatura. Diana si avvicina al suo orecchio "Afferrami".
    L'estate 1986 era sicuramente calda, ma dentro quel vicolo si respiravano parecchi gradi in più...

    Michael la afferra con forza "Sei già mia", poi si lancia in un bacio appassionato, trascinando le sue mani dentro la scollatura della ragazza.
    Ansimando, Diana sussurra ancora "Prendimi, ora...".
    Michael porta la sua bocca verso il collo della giovane "Qui?Non vuoi andare in un luogo più...comodo?".
    Lei lo prende per la maglietta e portando il suo sguardo in linea con quello dell'uomo che desidera così ardentemente, bisbiglia : "Ora".
    Le dita avvolte da tre cerotti stanno percorrendo il corpo di Diana, si fermano all'orlo del corto vestito, che pian piano verrà alzato fino all'altezza della vita.
    Michael prende la coscia della ragazza con decisione, portandola a sè e smagliando il sottile collant.
    Pigiati contro quel muro, i due corpi trovano un'alchemica fusione.
    La notte è complice degli amanti. Avvolti dal buio, vivono la loro fisicità intensamente, fino allo svenimento.
    Diana, accaldata, fa qualche passo indietro, abbassando il vestito e ricomponendo i capelli.
    Michael, ancora poggiato al muro, la fissava.
    Lei si avvicina di nuovo "Mi hai sorpresa due volte in una sola notte...", lui le bacia le mano "Pensa cosa potrebbe accadere se dovessi vederti anche domani". Lei inizia a ridere "Non credo che mi rivedrai domani", detto questo , gli volta le spalle e si allontana.
    Lui la rincorre e la afferra : "E così tu non mi vorresti rivedere domani?" "Domani sarai un uomo. Io non voglio l'uomo...voglio la stella".
    Riprende a camminare, ma stavolta Michael non la inseguirà più. Resta per un pò spiazzato, si riappoggia al muro e guarda la ragazza scomparire...si sente turbato e cerca di realizzare cosa gli sia capitato, e chi sia quella donna di cui non sapeva nemmeno il nome.
    Riprende il controllo della sua mente : l'avrebbe avuta di nuovo,ma ora era tempo di farsi rivedere al club.
    Corre verso l'entrata secondaria, e si ritrova assalito da un piccolo gruppetto di ragazze,capitanate da una sorridente e seducente ragazza dai capelli biondi vestita di rosso.
    La ragazza gli si avvicina entusiasta "Michael è così bello conoscerti, noi siamo tutte tue grandi fans e ti amiamo tantissimo!". Michael, sorridente, dà un bacio sulla guancia alla ragazza "Grazie. Come ti chiami?". Emozionatissima lei replica : "Io sono Lucy e loro sono Charlotte e Lori".
    Un ampio sorriso domina sul viso di lui, che timidamente saluta le ragazze con un cenno.
    Direziona il suo passo verso l'entrata finchè il suo braccio non viene tirato indietro da Lucy "Hey, Michael...noi siamo fans...ma siamo fans particolari. Siamo pronte a fare tutto per te, sai...qualsiasi cosa e quando dico qualsiasi cosa intendo qualsiasi cosa...". Un'altra ragazza interviene "Noi siamo delle fiere groupies!".
    Michael scuote la testa: "Oh, no ragazze...non dite queste cose vi prego, non c'è da andar fieri di essere groupies". Poi strizza loro un'occhiolino "A me non piacciono le groupies".
    Le ragazze scoppiano in una sonora risata :"Diana avrà una bella sorpresa allora, che ridere...andrà su tutte le furie". "Chi è Diana?" chiede Michael.
    Lucy con espressione divertita inizia :"Oh...Diana è la groupie più famosa di tutte. Lei, beh...punta solo quelli davvero grossi. Voglio dire...a tutte prima o poi capita un'attrezzista o un roadie...lei no, lei va solo al top".
    Michael si gira divertito "Quindi voi vi attrezzate gli attrezzisti?Oh...pardon!", si pente immediatamente per la battuta ed abbassa lo sguardo arrossendo.
    Le ragazze ridono ancora, di gusto. "Sei simpatico Michael Jackson...ma vedrai, Diana ci proverà...ti darà il tormento se è necessario!".
    Lui si stringe le spalle "Beh, mi dispiace per lei...".
    Dicendo così rientra, seguito dalle ragazze. Il locale è ancora pienissimo, Sam va subito incontro a Michael, trascinandolo in una zona privè, dove poche persone, per la maggior parte membri della band di Michael,si stanno rilassando e divertendo.
    Sam si avvicina a Michael : "Michael hai già incontrato Diana?".
    Lui ridacchia : "No, ma me ne hanno parlato le ragazze...Sam, lo sai...io non simpatizzo con le groupies, è quella parte di showbusiness che più mi mette tristezza...tu ricordi i vecchi tempi...i miei fratelli,mio padre...insomma non lo potrei mai fare!".
    Sam sembra deluso : "Oh andiamo Michael, un pò di spasso ti è concesso,no? Dopo un concerto c'è bisogno di divertirsi e rilassarsi" "E Sam, cosa ti fa credere che io non sappia divertirmi? Ma ti ripeto, non mi approfitterei mai di una fans, è triste. Una donna deve essere capace di rapirmi...non voglio una fans supplicante...non mi piace proprio...Mi piace corteggiarla, mi piace scovarla...anzi, sai ho avuto un'idea per un video clip : io che inseguo la donna che mi fa impazzire per dei piccoli vicoli bui...lei scappa, ma io alla fine la raggiungo, che ne pensi?",era molto concitato.
    "E' una grande idea Michael...divertente e sexy. Come ti è venuta in mente?Cioè...come hai fatto ad uscire dal tuo mondo Disney?". Michael abbassa lo sguardo e ride : "Oh andiamo...anche io sono un uomo e non è detto che non mi sia capitata una cosa del genere", i ricordi dell'ora precedente lo fecero sorridere.
    Sam da una pacca sulla schiena al giovane :"Si si, ma amico, sei un uomo stupido, perchè ti lasci scappare Diana...la mia stellina più luminosa".
    Michael si alza in piedi : "Tienila stretta a te se è così preziosa, io ora me ne vado a casa".

    Con passo frettoloso, raggiunge l'ingresso principale del locale, scortato da due bodyguards.

    Una cameriera porta a Sam un bicchiere di Jack Daniel, lui le fa cenno di avvicinarsi : "Hai visto Diana?" "No,non la vedo da prima della fine del concerto, è scomparsa" "Ok grazie...vai".
    Sam era pensieroso : dove si era cacciata Diana?E perchè non si era presentata a Michael? Era forse impazzita?
    Doveva trovarla,immediatamente.
    Stava percorrendo rapidamente i corridoi dell'appartamento, e si ritrovò davanti Lucy. "Oh Lucy,sei qui...dov'è finita Diana?" "Dopo il concerto è scomparsa, chi lo sa.Ah!Ti devo raccontare una cosa : ho incontrato Michael e mi ha anche dato un bacio sulla guancia, ho provato a sedurlo, ma pensa...mi ha detto che non gli piacciono le groupies! Beh la prossima volta non ho che da essere più convincente!" "Lascia perdere Michael, te lo chiedo perfavore...tanto non otterresti nulla!". Lucy si mostrò offesa : "Certo, come vuoi tu...Mah...Diana ci rimarrà malissimo, era così fissata con questa storia di Michael Jackson". Sam sorride alla ragazza, poi si dirige verso la camera di Diana, magari l'avrebbe trovata lì.
    Entra, ma trova la camera vuota "Ma dove si è cacciata?" dice sbuffando. Una voce alle sue spalle gli sussurra : "Cerchi qualcuno?".
    Lui la prende per un braccio e la tira dentro la stanza rapidamente, richiudendo la porta con la gamba.
    Poi inizia : "Allora, la situazione è questa : tu sei scomparsa...ma forse non è stato un male! A Michael non piacciono le groupies, quando gli ho chiesto se ti aveva conosciuta, lui mi ha detto che le ragazze le avevano parlato di una certa Diana. Però non sembrava affatto interessato a conoscerti, in quanto groupie. Se vuoi Michael, devi essere un'altra persona. E fai attenzione a Lucy, perchè pare voglia mettersi in competizione. Cavolo Diana...a te serve questa storia, ti serve visibilità. Una sola foto con lui ed è fatta, capisci: è fatta! Ora il punto è pensare come avvicinarlo...dobbiamo pensare a tutto nel minimo dettaglio". Diana scoppia a ridere: "Sam...prendi fiato, mi fai sbellicare!". Sam aveva un tono grave : "Ah bene, io cerco di aiutarti e tu mi ridi in faccia?". Diana si avvicina a lui, e gli prende il viso con entrambe le mani : "Ma tesoro, io stanotte ho fatto un'ora di strepitoso sesso con Mr.Jackson".
    Sam sgrana gli occhi, incredulo : "E' un gran bugiardo Michael...cioè, ha negato di averti conosciuta!", Diana strizza un occhio all'amico "Non ha mentito...lui non ha conosciuto Diana...", poi ha iniziato a ridere.
    Il sorriso dell'uomo si fa ampio : "Raccontami tutta la strategia,furbetta che non sei altro".
    Diana si siede elegantemente sul letto ed accavalla la gamba, lasciando intravedere il collant smagliato.
    "Stasera, ho avuto una gran dritta. Davanti a me c'erano un gruppo di ragazzine, non so chi fossero..beh comunque parlavano di come una loro amica sia stata con uno dei fratelli Jackson, qualche anno fa. Dicevano che Michael aveva pregato la ragazza di non andare a letto con il fratello, perchè fare la groupie è degradante. Così ho deciso di agire con discrezione ed avvicinarlo esclusivamente se fosse stato solo, lontano da chiunque mi conoscesse. Inoltre, beh...c'era Lucy che mi diceva di quanto le piacesse Michael, così ho anche preso la decisione di non dirgli quale fosse il mio nome...ed ha funzionato, ha funzionato alla grande!L'ho sedotto...con uno strabiliante successo. E vedrai che presto tornerà per il bis...tornano tutti per il bis".


    Quella notte, Michael non riusciva a dormire. Pensava a quella donna e si stupiva della sua stessa intraprendenza, ma lei gli faceva uno strano effetto, faceva uscire l'uomo che stava in lui.
    "Chissà come si chiama...se la rivedrò...oh sto per impazzire!". Si alza di botto dal letto e fissa l'orologio che segnava le 4.30. Eppure non riusciva a prendere sonno. Era seriamente combattuto: doveva riuscire a trovare un modo per incontrarla di nuovo. Sarebbe stato diverso...voleva davvero conoscerla, chiaccherare con lei...scoprire quali fossero i suoi gusti.
    Le parole della donna gli frullavano in testa "Domani sarai un uomo. Io non voglio l'uomo...voglio la stella". Queste parole lo spiazzavano e lo eccitavano nello stesso momento. Voleva che lei lo scoprisse e voleva scoprire lei...ma dall'altro lato, nutriva il forte dubbio che la donna, volesse solo stare con uno famoso.
    A contraddirlo era la forte intesa che si era instaurata entro un tempo così breve: era difficile per Michael sentirsi a proprio agio con una donna...e non poteva davvero lasciarsela sfuggire.
    Diede un pugno contro il cuscino, poi fu determinato : "Chiamerò Sam...farò un altro spettacolo e lei tornerà da me...tutte tornano per il bis".

    Quella mattina Sam dormì fino a tardi. Si trascinò fino alla cucina con gli occhi ancora assonnati, un caffè bollente lo stava aspettando. Si girò verso la donna di servizio : "Tesoro, ha telefonato qualcuno?" "Si, cinque chiamate. Ho appuntato tutto, troverai i messaggi nel tavolino del soggiorno" "Molto bene".
    L'uomo, avvolto da una vestaglia di seta, raggiunge lentamente il salotto e legge tutti i messaggi. Si sofferma su uno "Frank Di Leo vuole essere richiamato urgentemente".
    Il volto compiaciuto di Sam sibila : "Diana, ti adoro".
    Compone velocemente il numero di Di Leo
    -Pronto?
    -Caro Frank, sono Sam. Come stai?
    -Molto bene, spero tu stia bene
    -Eccome...ci avete regalato uno show strepitoso ieri sera
    -Già, ti volevo parlare proprio di questo
    -Speravo di sentirtelo dire, spara!
    -Michael è entusiasta. Ha espresso il desiderio di esibirsi di nuovo, gioverà come prova generale...dice anche che il tour è ancora distante e di sicuro non vuole arrugginirsi...
    -Mi riempi di gioia, beh comunque è comprensibile: un genio come Michael sicuramente soffre lontano dal palco
    -Si appunto, in più...beh...lui si stressa parecchio durante la tourneè, il fatto di poter tornare a casa, senza dover patire i mille fusi orari, lo rincuora notevolmente.
    -Immagino immagino...più sta in tranquillità meglio rende sul palco
    -Assolutamente. Sta attraversando un momento di grande creatività...scrive tante canzoni, è così energico...e poter avere il riscontro di un pò di persone può solo stimolarlo di più
    -Senti Frank...mettiamo le cose in chiaro, lo sai...io sono uno che arriva al sodo. Ad ogni show circa 300 persone, beh certo, non sono gli standard di un grande tour...Ma i guadagni sono gli stessi, se non superiori, a quelli di un concerto con 20.000 spettatori. Loro pagano 15 dollari di biglietto, i miei ospiti, oltre la quota altissima d'ingresso, consumano champagne e caviale...Insomma, c'è da arraffare parecchio
    -Ti ascolto caro amico
    -Io vorrei avere Michael in esclusiva per dieci concerti. Lo pagherò 1 milione di dollari...come sai, qui non è sicuramente il denaro che manca
    -No amico, dieci spettacoli...no amico, è impossibile. Michael deve finire questo dannato disco. Ti dò cinque spettacoli. Uno per settimana, prendere o lasciare.
    -Sei spettacoli per 800.000 dollari
    -Preso.
    -Frank, è un piacere fare affari con te
    -Anche per me Sam, vediamoci per un drink stasera, definiremo i dettagli
    -Con piacere, vieni al club quando hai voglia, io ti aspetterò
    -Non mancherò, a più tardi
    -A più tardi

    Sam cammina frettolosamente per i corridoi, ed entra nella camera di Diana.
    "Dolcezza,svegliati..svegliati subito!". Diana avvolta da un leggero lenzuolo emette qualche suono "Ma che diavolo vuoi Sam?" "Alzati immediatamente e raggiungimi di là, ti faccio trovare una bella colazione". La ragazza sbadiglia, poi si gira verso Sam : "Niente carboidrati tesoro, sono a dieta" "Certamente".
    Dopo qualche minuto, Diana, in babydoll blu raggiunge Sam. Davanti a lei un'invitante portata di frutta esotica. Manda giù un pezzo di mango "Allora Sam...quali sono le novità?".
    L'uomo, sorridendo, poggia una mano sul ginocchio della ragazza "Michael farà sei spettacoli al club. Uno per settimana. Stasera con il suo manager discuterò i dettagli...è la tua occasione".
    Diana ridacchia "Bene...così ti ho portato ai facili guadagni...bene bene, mi merito un grosso regalo, non credi?" "Ma certo bambina, dedicati allo shopping più sfrenato...te lo meriti".
    Sospirando, Diana porta alla bocca un secondo pezzo di mango : "E quanto ti è costato questo scherzetto?" "800.000 dollari" "Cazzo...".
    L'espressione di Sam è serena : "Beh...fai una rapida stima dei guadagni...Posso riempire la sala fino a 500 persone, selezionatissime. Pagheranno per entrare, pagheranno per bere, pagheranno per mangiare il loro stupido caviale...non si renderanno nemmeno conto di quanto stiano realmente spendendo..."
    Diana si alza in piedi stendendo la mano verso l'amico :" Voglio la carta di credito gold...su su, me la merito....e poi, non vuoi che io sia al top per Michael?".
    Sam si alza in piedi e guarda Diana negli occhi "Non fare cazzate. Ricordati perchè lo fai...una foto con lui, un'apparizione in pubblico con lui...ed è fatta tesoro.Sarai la stellina di hollywood più splendente. Non lo dimenticare mai". Diana sembra sconvolta "Perchè mi stai dicendo queste cose?Pensi che io abbia perso di vista la realtà?", Sam le mette una mano sulla spalla "Ascoltami, ti sentirai trascinata da Michael...tutti si affezionano a lui. Magari un giorno arriverai qua dicendo di essere innamorata, non me ne sorprenderei. Fai attenzione...non farti coinvolgere in nessun modo, sono stato chiaro?". Diana toglie la mano dell'uomo dalla sua spalla "Io non mi innamoro mai, questa non sarà l'eccezione, fidati" "Ma certo che mi fido tesoro!Ora dai...vai a fare shopping. Dovrai essere ogni sera più strepitosa dell'altra. Vai vai...".

    Diana si affretta sorridendo verso la sua camera. La aspettava una giornata di shopping travolgente.

    L'atmosfera in casa Jackson era diversa.
    "Frank ti avevo chiesto un concerto, non un tour! Io devo registrare un disco...tu sei impazzito"
    "Ma Michael!E' una grande occasione. Quale modo migliore per inaugurare il distacco dai tuoi fratelli se non esibirti davanti al pubblico hollywoodiano più selezionato?".
    Michael sprofonda sul divano: "Va bene...ma uno ogni dieci giorni".
    Frank è titubante, vorrebbe dare il colpo finale...ci riflette qualche secondo, alla fine decide di tentare per l'impossibile, avrebbe potuto recuperare "Uno alla settimana".
    Michael lo guarda sbigottito : "Bene. Cinque spettacoli...ultima offerta. Altrimenti non se ne fa niente".
    Frank annuisce. Meglio che niente...Spera tuttavia che Sam, ricevuta la notizia, non decida di abbassare il cachet.

    Diana è appena rientrata nel lussuoso appartamento, con in mano svariati pacchetti : Chanel,Gucci,Dior,Vivienne Westwood...
    Lucy è nel corridoio, sta mangiando uno yogurt e la fissa.
    "Diana ma dove ti eri cacciata?Hai fatto shopping senza di me?".
    Diana si dirige verso la porta della sua camera "Avevo fretta e tu stavi ancora dormendo...vieni, ti faccio vedere cosa ho preso!".
    Le due ragazze si siedono sul letto, scartando i pacchetti. Abiti,scarpe ed accessori vari : era la babilonia del fashion.
    Lucy aveva un tono geloso : "Oh perchè a te spettano sempre tutti i privilegi?". Diana sorride "Tesoro, tutto quello che ho è frutto di duro lavoro..." "Ma se non sei neanche riuscita ad incontrare Michael Jackson, ieri!! Io l'ho incontrato e mi ha anche dato un bacio sulla guancia! Sapessi come è bello da vicino". Diana storce il naso : "Ma chi se ne frega di Michael Jackson! Non ci caverai niente da quello lì...è tutto preso dal suo mondo...non ti degnerà mai". Lucy fa un sorriso compiaciuto : "Non degnerà mai neanche te".
    Diana avrebbe dovuto stare al gioco, ma non accettava di incassare una frase del genere, nonostante fosse tutta una recita "E' una mia scelta...non sua" "Come credi...io ora vado dal parrucchiere.Ci si vede".
    Lucy esce dubbiosa dalla camera...qualcosa non le quadrava. La sera prima Diana l'aveva messa in guardia,dicendo che Michael sarebbe stato suo...questa improvvisa rinuncia puzzava...puzzava troppo.Non era nello stile di Diana cambiare idea così repentinamente.

    Dopo una settimana,l'atmosfera al club era elettrica.
    L'indomani si sarebbe esibito Michael. Era tutto un via vai di gente: ognuno lavorava su un particolare che avrebbe reso la serata perfetta. Ogni cosa era stata meticolosamente preparata nel dettaglio : dal cibo,alle luci, alle scenografie. Sam aveva anche modernizzato l'arredamento di alcuni punti. Quel posto stava diventando sempre più magico.
    La sera dell'evento Diana girava frettolosa per i corridoi con i bigodini in testa. Sam la chiamava in continuazione, riempendola di raccomandazioni.
    Quando la donna rientra nella sua camera, trova Lucy sdraiata sul letto, intenta a leggere una rivista di moda : "Cosa c'è Lucy?", la bionda spumeggiante guarda l'amica con un piccolo sorriso malizioso "Allora ti fai bella per Michael?Hai cambiato idea?". Diana alza gli occhi al cielo "No...io stasera andrò al concerto di David Bowie...e se non ti dispiace,ora vorrei iniziare a prepararmi".
    Lucy, si alza di scatto, non soddisfatta "Bene, questo vorrà dire che Michael sarà tutto per me". Diana si stava irritando "Si, portatelo a letto...poi mi racconterai. Io sarò fra le braccia del Duca Bianco...David mi attende, perfavore esci!".
    Lucy,con la sua solita camminata dondolante,prende la porta.
    Diana sbuffa, poi si posiziona davanti alla tolette ed inizia a selezionare i cosmetici.
    Sam bussa alla porta frettolosamente, poi entra nella stanza. Rimane qualche minuto sulla soglia, poi richiude la porta.
    "Oh Sam...cosa c'è ancora?". Sam ha un tono grave : "Sono preoccupato per Lucy, fa troppe domande. E mi ha già chiesto di avvicinare Michael, almeno un centinaio di volte". Diana appare straordinariamente rilassata "E tu dille di non rompere e che non è possibile. Inventati qualcosa".
    Sam si avvicina "Devi essere cauta. Tutti pensano che sarai da Bowie. Finisci di prepararti in fretta, poi prendi un taxi e fatti un giretto. Tornerai per mezzanotte circa. Nel retro ci sarà Mark, che ti scorterà fino al camerino di Michael. Tu lo attenderai lì dentro".
    "Benissimo...ho afferrato. Me lo hai ripetuto mille volte, ora ... se non mi lasci preparare, non arriverò mai in tempo".
    "Si si Diana...ultima cosa: ho prenotato una suite per voi allo Chateau Marmont, sul Sunset. La prenotazione è a nome di Suzie Simmons".
    Detto questo, Sam esce dalla stanza incrociando le dita.
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    Re: [FANFICTION] La Vera Storia Di Dirty Diana

    Messaggio  Liberian Girl il Sab Nov 07, 2009 4:39 am

    Parte Seconda


    Ad Encino, Michael è chiuso in camera da diverse ore.
    Katherine bussa alla porta: "Michael?" "Entra mamma".
    La donna entra ed osserva il figlio, mentre allaccia una cintura borchiata all'altezza della vita.
    "Michael non ti ho visto tutto il giorno, che cosa stai combinando?". Il ragazzo si fissa allo specchio e sistema il colletto dell'aderente maglia nera "Niente...mi è venuta in mente una melodia...molto rock. Penso sia perfetta per il disco " "Non è troppo tardi per aggiungere ancora canzoni?". Michael fa una smorfia, si sta ancora fissando allo specchio "mmm beh...ho ancora un mese circa, ce la posso fare...è tutta nella mia testa,mancano solo le parole".
    Katherine fissa il figlio "Hai uno strano atteggiamento...forse ti stai immedesimando troppo in questo disco".
    Lui si gira sorridendo alla madre "No no...lo sai che per me essere Bad, è rivolto sempre al senso buono del termine. Bisogna reagire alla vita...bisogna reagire", si scuote le spalle con un movimento sciolto, fissando ancora la sua immagine allo specchio.
    La madre è un pò apprensiva. Nel giro di una settimana era successo qualcosa al suo bambino. Poi ha continuato con tono scuro "Non pensi che sarebbe bello poter fare queste esibizioni con i tuoi fratelli?Il tour sarà solo per te...ma questi spettacoli, potrebbero essere un buon modo per dire arrivederci, non pensi?".
    Michael si gira verso la madre e con un ampio sorriso la abbraccia "Mamma, ti voglio bene...ma capiscimi...ho bisogno di andare avanti, da solo". Poi le da un bacio sulla guancia "Ti voglio bene e non aspettarmi sveglia!".
    Esce rapidamente dalla stanza, lasciando la madre alle sue spalle. Ha una mistica eccitazione addosso.

    I minuti che lo separano dal palco, sembrano durare un'eternità.
    Inizia lo show. Michael cerca di scrutare fra la folla, il profilo di quella donna...ma niente. Si sente così deluso e così arrabbiato. Sarebbe stata una grande esibizione di Bad...

    Scende dal palco, sperando di trovare quella donna nel backstage, come l'ultima volta.
    Ma non vede nessuno...solo una serie di persone che urlano "Sei il più grande, dai Mike fatti abbracciare...E' stata un'esibizione ancora migliore di quella precedente...Non vedo l'ora che esca il tuo album!". Tutte quelle voci stavano girovagando per la sua testa in una sorta di turbinio. Ma non gli importava di niente.
    Si sente cingere la vita alla sue spalle. Ha un sussulto : è lei?
    Si gira di scatto con un grosso sorriso, ma l'immagine di una slanciata bionda dagli occhi scuri, gli porta l'ennesima delusione. "Michael ti ricordi di me?" "Ehm...si...ehm...Lucy?" "Si esatto!Come sono felice di rivederti, sei stato strepitoso...avevo voglia di salire sul palco e strapparti i vestiti di dosso!".
    Il sorriso di Michael si fa più sforzato "Oh ti prego...ora, scusami...vorrei andare a cambiarmi. Ci si vede Lucy".
    La ragazza si sente irritata:nonostante il nuovo vestito e la permanente non era riuscita a fare colpo.
    "Hey Michael", lui si gira con una piroetta "Si?" "Troverò il modo di sedurti". Con sorriso impacciato lui replica "Sei molto carina Lucy".

    Sghignazzando e scuotendo la testa, imbocca il corridoio che lo condurrà al suo camerino.
    Frank gli sta andando incontro, ma viene repentinamente bloccato da Sam "Frank, vieni...devo offrirti una coppa di champagne. Michael ci raggiungi al piano di sopra, ok?" "Si con piacere, prima vorrei cambiarmi, ci vediamo dopo".
    Distrattamente e con un filo di stanchezza Michael apre la porta del suo camerino. Rimane perplesso per qualche secondo, poi richiude la porta alla sue spalle. Davanti a lui, seduta su una poltrona damascata, una donna ancora più bella di quanto la ricordasse, stretta dentro un mini-abitino viola. Un piccolo particolare di autoreggente si scorge fra le gambe accavallate.
    "Allora...ti sono mancata?". Michael non dice niente, abbassa lo sguardo mordendosi il labbro, poi rialza il suo sguardo in direzione della donna "Pericolosamente...".
    E' ancora fermo vicino alla porta, lei gli sta andando incontro. Si avvicina alle sue labbra, ed a pochi centimetri da queste inizia a sibilare lentamente "Vuoi venire con me?". Lui le sorride e lascia che la ragazza gli prenda la mano.
    Entrambi iniziano a correre per i corridoi deserti, fino ad arrivare ad una piccola porticina. Fuori da questa, una macchina li sta aspettando. Entrano rapidamente. Il motore parte veloce.
    Dietro l'angolo, Lucy aveva visto tutta la scena...era furiosa.


    Erano entrati da qualche minuto dentro quella macchina.
    Michael osservava la donna misteriosa : era seduta un pò distante da lui e stava guardando fuori dal finestrino in silenzio.
    "Non hai niente da dire?", la donna si gira verso di lui e risponde pacatamente "Avrò qualcosa da dirti più tardi".
    Quel modo di fare così misterioso,quel carisma...avevano rapido il giovane divo,che nonostante il carattere introverso, le parlò ancora "Potresti almeno dirti come ti chiami?". La ragazza lo guarda intensamente negli occhi, pronta per iniziare la sua recita "Suzie". Michael storce il naso, poi si gira verso il finestrino divertito.
    "Cosa ti diverte?" chiede lei, lui le risponde senza girarsi "Suzie...è un nome da ragazza...sai...ragazza carina. Tu non sei una ragazza carina" "Non mi trovi carina?". Michael, accorgendosi della gaffe, si gira repentinamente verso di lei "No,per niente...tu sei quel tipo di donna che ti lascia senza fiato...Suzie è un nome troppo leggero per te...capisci?".
    La ragazza annuisce con soddisfazione. La macchina si ferma : sono arrivati allo Chateau Marmont.
    "No Gary" apostrofa Diana "l'ingresso di servizio, qui c'è troppa folla".
    L'autista fa ripartire il motore ed inizia a prendere svariate piccole traverse, poi si ferma davanti un piccolo cancello.
    Diana si rivolge verso Michael "Piccolo ingresso segreto, riservato solo a chi vuole privacy...il mio preferito".
    Il ragazzo le sorride, poi entrambi scendono dalla macchina e prendono il cancello.
    Il grosso bodyguard li fa passare senza problemi. Diana trascina Michael dentro l'ascensore : settimo piano.
    E' poggiata contro una parete, e fissa il ragazzo intensamente,senza però dire nemmeno una parola.
    Per Michael quel silenzio è disarmante e sta iniziando a sentirsi un pò a disagio...stava pian piano perdendo tutta quella sicurezza che la ragazza gli aveva suscitato nel loro precedente incontro...tuttavia un brivido di eccitazione lo fece trasalire quando la porta dell'ascensore fu di nuova aperta : era vicino a possederla di nuovo.
    Da gentiluomo, dà la precendenza alla donna, che ora sta camminando sicura per un corridoio che ha già imboccato molte altre volte.
    A Michael sembra una situazione paradossale : era sempre stato un romantico,cosa ci faceva in quella stanza con quella donna, personificazione della lussuria?
    Lei richiude la porta, nessuno emette un suono.
    Combattuto, il ragazzo prende posto in un comodo divano situato al centro della grande camera.
    Diana o meglio...Suzie, è in piedi davanti a lui, lo scruta attentamente, poi finalmente la sua bocca si apre per parlare: "Qui dentro non ci sono limiti, puoi fare tutto ciò che vuoi...è il regno della libertà...Io sarò tutto ciò che vuoi, sarò il tuo giocattolino da provocare come e quanto vuoi".
    A quelle parole, Michael si sente gelare...è appena entrato nel regno del peccato e sente di non avere via di scampo...più che altro, non vuole scappare.
    "Avvicinati piccola", la ragazza gli si avvicina e si sistema sopra le ginocchia di lui con lenti movimenti fluidi.
    Lui la guarda e si sente sempre più intrappolato...è magnetica,è devastante...la brama come mai.
    "Vuoi guardarmi?" fa lei con tono divertito. "Si..." sbiascica lui con un filo di voce.
    Lei si alza in piedi ed inizia a fare scivolare il mini abito fino al pavimento.
    Gli standard di Michael lo avrebbero costretto a spostare lo sguardo da quella donna in intimo nero e tacchi a spillo, eppure i suoi occhi non riuscivano a staccarsi da quella visione così meravigliosamente peccaminosa.
    Lei sta giocherellando con i capelli "Michael...mi piace la tua giacca borchiata, la posso provare?".
    Lui fa un cenno del capo e Diana si appresta a sfilargliela, la indossa, poi lascia cadere a terra il reggiseno a fascia.
    "Sono abbastanza 'Bad' adesso?" chiede lei sorridendo.
    Lui si alza in piedi la afferrà per la vita e la fa sua in un bacio appassionato. Lei lo spinge con violenza sul divano, poi corre verso la camera adiacente, richiudendo la porta alle sue spalle : la trappola era stata tesa.
    Lui cerca di riprendersi per qualche secondo, poi si libera velocemente dell'aderente maglia nera e si affretta verso la porta, ma la trova chiusa a chiave.
    Sente una voce ridacchiare:"Vuoi entrare?". Prende qualche secondo prima di replicare : "Tu vuoi che io entri?".
    Il rumore della chiave diventa il suono padrone. Una piccola fessura di porta viene aperta, poi Diana prosegue "Una volta entrati, non si torna più indietro...dimmi che mi vuoi e sarò tua".
    Michael, preso dall'eccitazione crescente, si fa strada con forza attraverso la porta, afferrà la donna con prepotenza "Tu sei già mia". Si getta avvinghiato a lei sopra al letto ed inizia a baciarla quasi violentemente.
    Lei sussulta di piacere, mentre lui la riempie con i suoi caldi sospiri. Poi, lo spinge di lato, per fiondarsi sopra di lui: bacia il suo marmoreo petto fino ad arrivare alla cinta. Inizia a slacciare dapprima la cintura, poi i bottoni del pantalone nero. Un sorriso malizioso,mascherato da qualche ciocca di capelli rimasta attaccata alle labbra piena, sovrasta il suo viso, mentre scorge l'umore del suo amante notturno.
    Liberandosi del superfluo con rapidità, uniscono i loro corpi ritmicamente.
    Durante l'atto, Michael la osserva sopra di lui...è incantato : è come se lei stesse danzando...sente il piacere aumentare sempre di più, si dimena, ed ansima sempre più forte. Dopo qualche minuto, la donna si è accasciata sopra di lui, esausta.
    Con un movimento leggero, Diana si libera del corpo di Michael, per distendersi accanto a lui. Porta una sigaretta alla bocca, ma prima che possa accenderla, lui le afferra il viso : "Sei stata bene?".
    Sembrava una domanda così stupida, eppure lei reagisce con stupore : nessuno le aveva mai chiesto una cosa del genere...solitamente esordivano tutti con un più che banale "Sei stata fantastica" "Sei una bomba" o magari un "Ora puoi andare".
    Questa dolcezza improvvisa, la disarmava...Michael le era sembrato più che focoso...ma quella frase,correlata da un ampio e tenero sorriso...semplicemente l'avevano fatta innervosire.
    Cerca di non mostrare il suo stupore e risponde con tono distratto "La cosa più divertente che io abbia mai fatto senza ridere".
    Michael abbozza un sorriso : "Questa l'hai rubata a Woody Allen..." le risponde, accarezzandole i capelli.
    Poi si avvicina a lei, le dà un grosso bacio sul collo e la stringe a sè.
    Ora Diana era più che infastidita...non accettava il fatto che il suo "strumento" fosse così dolce...iniziava a sentirsi veramente attratta...e questo non lo mandava proprio giù. Era furiosa con sè stessa, semplicemente per aver preferito quel sorriso, quelle carezze e quell'abbraccio, al sesso indiavolato dei minuti precedenti.
    Si alza di scatto, afferrando un babydoll dal piccolo borsone ai piedi del letto. Una volta infilato, si gira verso Michael lanciandogli i pantaloni : "Ora te ne devi andare perfavore".
    Esce dalla stanza sbattendo la porta e lasciando lui letteralmente sbigottito.
    Il giovane, infila i pantaloni e rapidamente si fionda attraverso la porta. Trova la ragazza vicino alla finestra, intenta a fumare con avidità una sigaretta.
    "Ho detto qualcosa di sbagliato?Ho fatto qualcosa di sbagliato?".
    Lei sospira e si rigira "No, ma ora te ne devi andare".
    Michael le si avvicina, prendendole la mano "Pensavo che avresti voluto passare la notte insieme a me" le dice guardandola con i suoi occhi profondi, poi aggiunge "Tu mi piaci...molto". Finita la frase si avvicina e la cinge a sè con delicatezza. Lei lo respinge, poi lo guarda con disprezzo e con tono molto basso dice "Non mi devi toccare,mai".
    Michael non sà cosa pensare...cosa era successo nel giro di pochi minuti?
    "Quindi non mi vuoi vedere più?" dice lui con tono grave.
    Lei fa un mezzo sorriso "Fra una settimana, sarò di nuovo ad aspettarti dietro il palco".
    Lui è sempre più confuso, ora il suo tono è più forte : "Ed allora...mi spieghi perchè non vuoi rimanere con me adesso?".
    Lei si avvicina a lui, gli dà un lento bacio sul collo e poi sussurra al suo orecchio "Perchè io non voglio l'uomo, voglio la stella...Ora vai...e se mi vorrai ancora, io sarò tua".
    Indietreggia ed osserva lui infilare nuovamente la stretta maglia nera e la giacca.
    Sta per imboccare la porta, lei lo ferma per il braccio "Ripercorri la strada che abbiamo fatto prima, ci sarà ancora quella macchina che ti riporterà a casa. Buonanotte".
    "Grazie" dice lui con tono scuro, poi prende la porta.
    Diana richiude la porta e si accovaccia per terra : non avrebbe mai voluto staccarsi da lui...era attratta...era attratta?La cosa si faceva grave...la prossima volta non gli avrebbe più dato modo di parlare.

    Michael rientra a casa sbattendo la porta e volando per le scale che lo conducono alla sua camera.
    Non si accorge nemmeno della presenza della sorella, che lo sta guardando sospettosa.
    Janet prende le scale ed entra imperativamente nella stanza di Michael, trovandolo sdraiato sul pavimento : "Che succede?La mamma è preoccupata...".
    Lui non si muove dalla sua posizione "Esci perfavore...".
    Janet, si siede per terra accanto al fratello : "Dimmi che ti prende...ha ragione la mamma: sei strano...magari non lo vuoi dire alla mamma, ma io sono tua sorella...devi dirmi cosa ti sta succedendo!".
    Michael si alza in piedi : "Io non ho il diritto ad essere un pò strano?Devo sempre essere perfetto?".
    La giovane donna è sempre più allarmata, ci deve essere qualcosa di grosso sotto "Michael dimmi immediatamente cosa succede...ti aiuterò, lascia che io lo faccia...".
    Lui prende di nuovo posto sul pavimento, accanto la sorella "Promettimi che non uscirà da questa stanza".
    Gli occhi della sorella sono sgranati e sinceri, annuisce lentamente in attesa della rivelazione.
    "Ho incontrato una donna...una donna molto strana...ma sono così attratto da lei" "Oh ma è grandioso!" esordisce entusiasta la sorella. Il volto di Michael si fa più cupo : "No ma...è complicata, lei è troppo complicata. Non è un rapporto normale...forse è meglo se non ne parliamo".
    Janet gli prende le mani : "No ti prego...parliamone. Non voglio che tu soffra per amore...o almeno, non che tu soffra da solo". Michael controbatte infastidito "Oh ma non dire sciocchezze...non è amore...è...ehm, senti ci ho ripensato : non parliamone".
    La giovane porta entrambe le mani alla bocca, le toglie giusto per tentennare una piccola frase piena di stupore : "E'...è...una storia di sesso?". Le guance di Michael si incendiano ed abbassa immediatamente lo sguardo : "Basta Janet...ora vai a letto, è molto tardi".
    "E come pensi che io possa andare a letto adesso?Raccontami tutto..." dice concitata.
    Michael sta tracciando il profilo della piastrella del pavimento con un dito : "Non sono molto contento di me stesso...capisci?E mi sento così confuso...ma quando sono con lei mi trasformo in un'altra persona...è pericolosa".
    Janet stavolta gli parla cautamente : "Pensi di approfittare di lei?".
    Il viso di Michael è leggermente disgustato : "No...è questa la cosa...è tutto il contrario...".
    La sorella scoppia a ridere : "Oddio...l'uomo-giocattolo...Mike, sei un pappamolle come sempre".
    Lui non è affatto divertito, anzi si sente piuttosto offeso "Bene, lo sapevo...Buonanotte Janet" "Oh daii Mikeee" "Buonanotte Janet".
    La ragazza si alza : "Senti, non farti eccessive paranoie...se devi viverti qualche momento di lussuria, poi non farti prendere dai sensi di colpa...perchè se lo fai, comunque ti va di farlo. Ma senza rimpianti...oh cielo, quando odio questo atteggiamento! Sii uomo...vuoi divertirti?Bene...ma non piagnucolare sulle conseguenze, sii coerente con te stesso...Buonanotte".

    Quando Janet richiude la porta alle sue spalle, Michael realizza quanto fossero vere le parole della sorella : a lui Suzie piaceva ed a lei piaceva lui. Si sarebbero divertiti...cosa c'è di male? Erano entrambi consapevoli di quali fossero le regole del gioco...Quindi è inutile stare troppo a ricamarci sopra. Trovata la tranquillità, si getta in una doccia fresca, per poi trovare un pò di pace fra le familiari e confortanti lenzuola.

    Anche Diana decide per una doccia riflessiva. Gli eventi di quella notte le stanno gironzolando per la testa vorticosamente. Ritorna in camera da letto, sente ancora quegli odori,quelle sensazioni.
    "Ok...è meglio se torno a casa!".
    Nonostante avesse preventivato di passare la notte nel lussuoso hotel per coccolarsi, ancora con i capelli bagnati, pigia la sua roba dentro il piccolo borsone e si affretta alla reception per pagare il conto e farsi chiamare un taxi.
    Verso le 5 del mattino varca la soglia dell'appartamento...ha bisogno della sua camera,del suo mondo...indispensabili per un sano ritorno alla realtà.
    Alla fine, benchè totalmente opposti...lei e Michael qualcosa in comune la avevano.

    La mattina successiva, si sveglia intorpidita e si trascina fino al bagno per lavare il viso.
    Rimane ferma a fissare la sua immagine allo specchio per diversi minuti ,dentro la sua mente: niente.
    Tornata in camera, accende la tv...ed il caso vuole che sia proprio l'immagine di Michael quella proiettata dal piccolo schermo. Si sente schiacciata.
    "Ok, prendiamo la situazione in mano. Diana...non comportarti come una tredicenne! Ora vestiti, sii splendida e goditi questa splendida giornata, tu sai come godere della vita".
    Afferra risoluta l'anta della grande cabina armadio e tira fuori un bikini blu pop.
    Dopo qualche minuto, è stesa su un'ampia sdraio a godere di un caldo sole, sulla grande terrazza del piano superiore.
    In completo bianco, Lucy la raggiunge. Ha un tono indifferente ed è molto sorridente, come al suo solito.
    "Allora...ieri ti sei divertita al concerto di Bowie?Sarai rientrata molto tardi,non ti ho neanche sentita arrivare".
    Diana non pare prestarle troppa attenzione "Si...David era ovviamente felicissimo di rivedermi, abbiamo passato la note annegandoci di champagne e vecchi ricordi".
    L'espressione di Lucy si fa sempre più furbetta : "Io invece mi sono goduta un bellissimo concerto di Michael...e lui mi ha anche detto che sono molto carina!".
    Dal suo piedistallo di orgoglio, la grande seduttrice alza un sopracciglio ed abbassa i grossi occhiali da sole Chanel : "Buon per te allora!Ma te l'ho detto...non ti illudere Lucy".
    La scaltra biondina incalza : "Già...magari ha un'altra donna!". Diana sembra non dare peso alla frase, risponde solo con un leggero mugolio, poi si rivolge all'amica "E tu non hai avuto nessuna avventura ieri?".
    Lucy risponde soddisfatta : "Forse me la intenderò con uno dei coristi...ci sono delle buone basi...è sempre uno della band...è anche molto bravo". "Fantastico" apostrofa Diana con tono divertito. Lucy non sarebbe stata un problema ora che aveva una delle sue storielle da perditempo in ballo.

    "Bene Diana, ora vado perchè devo incontrarmi con Lori per un brunch", dicendo così, con passo frettoloso,si affretta a raggiungere il piano di sotto.
    Dopo mezzora di taxi lei e Lori arrivano in un lussuoso locale. La giornata è luminosa e dalle grosse vetrate si può scorgere l'affollata spiaggia californiana.
    "Lori...possiamo mettere un punto alla supremazia di Diana, non saremmo più le ultime...diventeremo come lei, anzi...meglio di lei. Sam riempirà noi di attenzioni e regali...Diventeremo noi le stelle".
    Lori sembra piuttosto negativa : "E come pensi di fare?Ogni volta che ci provi è sempre un fallimento!" "Non stavolta...stavolta ho qualcosa di grosso in mano". L'amica sussulta : "Ovvero?".
    Lucy si guarda intorno, poi si avvicina verso l'amica parlando a bassa voce, ma con grande concitazione : "Allora...ricostruisci i fatti recenti : Michael ha detto di non avere simpatia delle groupies e che non avrebbe voluto conoscere Diana" "Si...lo so, c'ero anche io eh!". Lucy scuote la testa "Ma non è questo il punto! Il punto è che Diana fa l'indifferente, ma io ho capito subito che lei ha un progetto su di lui. E ieri notte chi vedo sgattaiolare dall'uscita di servizio? Michael e Diana!".
    Il viso di Lori subisce una metamorfosi :ora è a bocca aperta e sta portando una mano su questa per coprire lo stupore " Ne sei sicura?Ma lei non era da Bowie?". Lucy ride : "Ma no, ma no!Lei non era da Bowie...lei era con Michael!Sono stati insieme al cento per cento! Ma tutto di nascosto, senza farsi vedere...ti sei chiesta perchè?"
    "Non saprei...magari non voleva che nessuno lo sapesse!". L'espressione sul volto di Lucy si illumina : "Bingo!E perchè mai dovrebbe tenerlo segreto?Il suo atteggiamento standard è vantarsi ed urlare ai quattro venti delle sue conquiste" "Beh...effettivamente. Boh, chi lo sà...". La ragazza è spazientita : "Oh svegliati Lori! Lei vuole tenerlo segreto a noi,ok...ma soprattutto vuole tenerlo segreto a lui. Se lui sapesse che lei è una groupies non se la filerebbe mai e poi mai!Capisci?". Il viso di Lori è contratto : troppo complicato per il suo debole intelletto. Dopo qualche secondo in più del previsto esclama "Ah!Pazzesco...e ora?".
    Lucy non riesce a contenersi "Ora dobbiamo accertarci che le cose siano andate così...e poi agire!Intanto iniziamo col dire che tu eri da Bowie e vediamo come reagisce...mettiamola in difficoltà".
    Lori non è troppo convinta : "Si ma...e se Sam dovesse arrabbiarsi perchè abbiamo rovinato la festa a Diana?" "Ma chi se ne frega di Sam!Se noi distruggiamo l'ego di Diana, Sam non potrà fare altro se non osannare noi, non lo afferri?".
    Lori annuisce...era davvero troppo per lei. Del resto lei era una ragazza semplice, le piaceva divertirsi...ma non le riuscivano troppo i ruoli impegnativi quali "usurpatrice del trono", anche perchè non sarebbe mai stata una di quelle persone capaci di regnare. Tuttavia, Lucy era l'unica a darle davvero retta e quindi non le restava che seguire l'amica.
    "Ok Lucy, devi dirmi cosa devo fare!" "Devi semplicemente inventarti una bugia, dicendo che eri da Bowie...il resto si farà da solo". Lori è sempre più confusa :"Ma io non ero da Bowie" "Oh cielo Lori!!!Inventa, improvvisa...devo scriverti un copione?" "Non sarebbe male". Lucy trattiene un grugnito di rabbia, era proprio lenta la sua amica "Ok, ti dirò io cosa dire" afferma alla fine, sconfortata.

    Sam stava bevendo il suo classico amaro post-pranzo. Chiama la cameriera :"Tesoro dii a Diana di venire qui, perfavore" "Subito".
    Dopo qualche minuto, la camminata sonora di Diana stava echeggiando per la sala da pranzo.
    Con disinvoltura, si siede sopra il tavolo ancora apparecchiato e con un grande sorriso parla a Sam : "Allora grande Boss, volevi vedermi?".
    Lui la guarda con un sopracciglio alzato : "Siamo di buon umore?Come sono andate le cose ieri sera?". Lei, spizzicando un chicco d'uva risponde entusiasta "Oh si...è in trappola!" "Proprio quello che mi volevo sentir dire...mi raccomando.." non riesce nemmeno a finire di parlare: Diana gli sta già facendo il verso.
    "Non prenderla alla leggera cara mia...non voglio nessun problema". Lei con un piccolo balzo scende dal tavolo : "Se è tutto grande capo, io andrei a fare un bagno in piscina".
    In quel momento Lori e Lucy entrano nella stanza "Diana vuoi venire a vedere le splendide scarpe che abbiamo comprato stamattina?" "Perchè no...".
    Le tre ragazze escono dalla stanza ancheggiando, lasciando Sam ad una riflessione a voce alta : "Ahh queste donne..."

    Mentre Diana sta esaminando gli ultimi acquisti delle ragazze, Lucy incita Lori con uno sguardo.
    La malcapitata, si getta, con gran stupore di Lucy, in una modesta interpretazione : "Diana, io ieri ero da Bowie, ma non ti ho vista...eppure sono stata tutto il tempo alla Riot House con David...!".
    Diana sgrana gli occhi "Non è possibile" pensa fra sè e sè. Si ricompone sotto lo sguardo eccitato di Lucy : "Ah beh, c'era molta folla, magari non ci siamo beccate. Poi io ho anche rivisto Rod e mi sono un pò isolata con lui...ora scusate, ma ho delle cose da fare".
    Esce frettolosamente dalla stanza, evitando gli sguardi o le esclamazioni delle altre.
    Le due ragazze si guardano compiaciute : "E' fatta".

    Diana irrompe furibonda nell'ufficio di Sam, nonappena apre la porta, nota che lui sta discutendo con due uomini incravattati e lucidati a puntino "Sam, ti devo parlare".
    L'uomo si scusa con i suoi ospiti : "Non è il momento, ci vediamo stasera" "Sam è importante". Lui apostrofa netto :"Ho detto stasera".
    La donna esce sbattendo la porta. Sam si scusa ancora: "Sapete come sono le donne quando non hanno tutti gli occhi puntati su di loro".

    Diana sta ora camminando per il Sunset, in cerca di un'idea.
    "Bene...meglio scomparire per qualche giorno".
    Dalla borsetta tira fuori due gettoni e si affretta verso il primo telefono pubblico
    -Pronto?
    -Charlotte sono Diana, come stai?
    -Oh cugina mia adorata, io bene...tu come stai?Come va la vita hollywoodiana?
    -Si alla grande...senti, avevo voglia di vederti...ti va se vengo a trovarti per qualche giorno
    -Qui a San Francisco?Davvero?
    -E' un problema per te?
    -No no...ti aspetto
    -Bene, arriverò stanotte credo
    -Non vedo l'ora dai...vieni presto!

    Fantastico...ora non restava che fare una piccola valigia ed allontanarsi per un pò di giorni. Non potevano reggere le scuse...Lori era andata da Bowie, si sarebbe accorta della menzogna...giusto un paio di giorni fuori città, per far dimenticare alle due ragazze la discussione.

    Michael, rinchiuso nella grande casa di Encino, aveva passato molti giorni a lavorare sopra quella melodia...così dannatamente rock!
    Aveva mille idee in testa e l'ultimo incontro con Diana echeggiava febbrile nella sua mente...non poteva far altro che trasferirlo in note, lo avrebbe esorcizzato...l'unico modo per non impazzire.
    Eppure ancora mancavano le parole...ma come descrivere con delle banali parole tutto quello che sentiva dentro?Aveva bisogno di riaverla di nuovo per trovare le liriche adatte...

    Quella mattina,Sam si era alzato di buon ora. Aveva già fatto una colazione abbondante ed ora stava riordinando delle carte nel suo ufficio : era tutto pronto per il concerto di Michael, che si sarebbe tenuto la sera successiva.
    Il suo telefono squilla:
    -Sam sono io
    -Diana...finalmente ti fai viva, è da due giorni che non chiami
    -Si ma sono stata piena di cose da fare...qui c'è molto movimento,sai
    -Ti stai divertendo?
    -Alla grande, senti ma le ragazze si sono fatte passare tutte le curiosità?
    -Si si...non hanno detto nulla, comunque conviene sempre stare in guardia. Tu a che ora arrivi?
    -Penso che arriverò verso le sette di sera
    -Vuoi una macchina o prendi il taxi?
    -No mmm stai tranquillo,prenderò un taxi
    -Bene...mi raccomando...devi essere molto molto cauta in questi giorni e non farti più prendere da momenti di crisi
    -Oh Sam, piantala! So cosa faccio e so cosa devo fare!
    -Molto meglio così, a dopo
    -Ciao
    Diana sbatte il telefono, respira profondamente, poi si accinge a comprimere le ultime cose dentro il borsone stracolmo.Era parecchio nervosa...se la faccenda le fosse sfuggita di mano, sarebbero stati guai...ci avrebbe rimesso la faccia! E poi...le sarebbe dispiaciuto perdere Michael.
    Si stupiva di questo stesso pensiero :"Smettila Diana...non ci affeziona mai. Mai." si ripeteva.

    Con un piccolo troll ed un borsone alla spalla, varca la soglia dell'appartamento, accolta dalle braccia di Sam.
    Dietro la figura del massiccio uomo di colore, due sagome stavano sbirciando curiosa.
    "Bentornata Diana...ci hai abbandonate!" fece Lucy con tono brioso.
    "Oh ragazze, mi siete mancate molto...vi devo raccontare tante cose" replicò Diana. Una delle sue migliori interpretazioni...
    Ora stava svuotando i bagagli ,mentre le due ragazze, sdraiate sopra il letto, la riempivano di domande circa la sua breve vacanza.
    Lori stava giocherellando con una piccolo ricciolo e poi chiese distrattamente "Domani ci sarai per il concerto di Michael?".
    Diana, aveva già preventivato una simile domanda, così rispose sciolta "Mmmm non saprei...avevo ricevuto un invito per andare al Whisky A Go Go, con diversi amici del vecchio giro...è da un pò che mi assillano...dovrei proprio andare".
    Lucy la vuole mettere in trappola :"Oh che bello...quasi quasi vengo con te..non vado al Whisky da un sacco di tempo!".
    Diana era infuriata, ma scatta in contro-attacco :"Bene,allora vieni pure...". Si rende immediatamente conto della mossa azzardata, ma avrebbe trovato una soluzione. Lucy era alquanto sorpresa, ma non demorde : "Fantastico...bene, ora ti lasciamo disfare i bagagli".
    A questo punto la nostra "First Lady" aveva bisogno di un piano diabolico...ed alla svelta!

    Giorno del concerto : panico.
    Sam continuava a ripetere alla ragazza quanto fosse stata folle e sprovveduta : "Bene, ora ti tiri fuori da sola dal tuo guaio. Te la sei cercata". Diana, con la sua classica fermezza gli risponde :"Io sono la numero uno, te lo dimostrerò".
    Corre in camera sua ed inizia a fare qualche telefonata : era tutto pronto.
    Avrebbe lasciato l'appartamento con Lucy verso le 21.
    Sarebbero andate al Whisky A Go Go. Lì ci sarebbe stato Malcom, intimo amico di Diana,nonchè vecchia fiamma. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con lui e scomparire...per poi raggiungere Michael.
    E così è andata...più o meno.

    Il Whisky a Go Go è affollatissimo,come sempre.
    Diana, compressa in un corto tubino di pelle che lasciava ben poco all'immaginazione, stava puntando Malcom.
    Il malcapitato cede quasi immediatamente, e sotto gli occhi di Lucy, i due scompaiono nella notte.
    Dentro una macchina, Malcom si stà avvicinando a Diana per toccarla e baciarla, ma lei si tira repentinamente indietro :"No tesoro, io ho altri piani per stanotte...ci si vede!".
    Scende con un rapido scatto dalla macchina, ed insegue un taxi.
    Malcom,con ancora l'eccitazione in corpo, rientra al Whisky dopo un'oretta : non sarebbe tornato a casa a bocca asciutta,non quella notte...dopo che i suoi sensi erano già stati stravolti.
    Lucy si avvicina decisa verso di lui : "Malcom?Dov'è Diana?" "Oh...mi ha scaricato, quella è tutta matta...senti piccola, ma tu vorresti..." non riesce neanche a completare la frase : Lucy sta già prendendo l'uscita.

    E' quasi mezzanotte e sul palco Michael sta eseguendo l'ultimo brano, una scatenata Come Together.
    Lucy sbircia fra la folla in cerca di Diana, senza risultato. Lori le si avvicina : "Ma cosa ci fai qui?Non dovevi essere al Whisky?" "No Diana ha tagliato la corda...dobbiamo cercarla, è qui...ne sono certa!".
    Le ragazze si dividono e setacciano ogni angolo del club stracolmo. Lori si lascia andare contro il muro, è esausta ed i tacchi la stanno uccidendo "Non la troveremo mai...c'è troppa folla!" dice fra sè e sè.
    Lucy sapeva che l'accesso al backstage era diventato,stranamente, un taboo per lei...e questo le puzzava, parecchio.
    Ma solo lei e poche altre potevano conoscere ogni singolo centimetro quadrato di quel club, così tramite piccoli corridoi e vari passaggi, si ritrova indisturbata nel backstage.
    Michael è appena sceso dal palco : lei si nasconde dietro una delle enormi casse.
    La star, afferra rapidamente un ascigamano e si precipita frettoloso per quel corridoio che lo avrebbe portato al suo camerino, sicuro di trovare la sua Suzie.
    Apre imperativamente la porta, ma non trova nessuno ad aspettarlo...così, con un respiro affannato, si getta sopra la poltrona, poggiando la gamba sopra il bracciolo. Porta la mano al mento, sfregandolo con insistenza "Dove sei mia amante notturna" disse a sè stesso con tono quasi impercettibile.
    Dal grosso armadio alla sua destra si leva un rumore, ma lui non si scomoda dalla sua posizione,gira solo lo sguardo.
    Un ultimo rumore accompagna il movimento dell'anta che si apre bruscamente. Dapprima si scorge solo una gamba avvolta da una calza a rete, poi una figura femminile familiare : era lei...la sua Suzie.
    La donna scuote i capelli seducente, poi posiziona strategicamente il suo sguardo sopra quello di Michael: "Mi stavi cercando piccolo?"..
    Lui è ancora immobile, con un sorriso compiaciuto sbiascica le prime parole "Sei in ritardo stanotte...".
    Lei si avvicina con grazia e si abbassa verso di lui con un movimento lento e sensuale : "Mi piace questa posizione...funzionale ad un giochetto molto divertente..." gli dice suadente, abbassandosi ancora, verso la cintura del suo uomo.
    Michael porta la testa indietro, poggiandola delicatamente contro la poltrona :sente già quel brivido accarezzargli tutto il corpo.

    L'atmosfera viene guastata dal rumore della porta : Lucy ha raggiunto il suo obiettivo.
    "Lo sapevo!" esclama concitata.
    Il ragazzo scatta in piedi,liberandosi con facilità di Diana. Riallaccia rapidamente la cintura.
    La bionda è ancora sulla soglia della porta : porta le mani ai fianchi e ridendo si rivolge verso l'amica "Diana...non dovresti avere segreti con le tue amiche, alla fine siamo tutte uguali,no?".
    Michael si gira rapidamente verso la sua amante segreta ed esclama disgustato ed incredulo :"Diana?".
    La donna è ancora senza parole, inginocchiata sul pavimento. Lucy ridacchia facendo due passi avanti "Oh...forse non dovevo chiamarti Diana?Ops!", porta una mano alla bocca, ma non riesce a trattenere le risate.
    Diana si rialza lentamente, gli occhi le brillavano,eppure non sembrava scomposta...la sua immagine era ferrea, come sempre. Con molta sicurezza, si gira verso Michael e lo guarda, rigida, per qualche istante. Nessuna parola, nemmeno un fiato.
    Lascia la stanza con passo felpato ed apparentemente non turbata. Dentro, urlava.
    Michael sprofonda di nuovo nella soffice poltrona "Lucy...lei era Diana?La groupie famosa?". Lucy si accomoda sul bracciolo della poltrona, mettendogli una mano sulla spalla : "Lei fa così...cerca il top e lo sfrutta a suo favore. Dopo la relazione con Jagger, tutti la volevano intervistare o farle delle foto. E' così che ha ottenuto la copertina di Playboy...figurati cosa poteva fare con uno come te...ma tu non l'avevi vista?Non le leggi le riviste?".
    Michael è ancora pietrificato : "Io...io...non leggo mai le riviste, sono spazzatura". Lucy annuisce "Beh, si...però dovresti farlo! Ma insomma, Diana mi fa un pò pena...tutti non fanno altro che prometterle di trasformarla in una star, ma fuori dal giro dei locali di L.A...non è proprio nessuno. Aveva bisogno di te per uscire da questa città...".
    Lui è pensieroso...aveva fatto un grossa idiozia a passare del tempo con quella donna, ma grazie al cielo, non c'era nessun danno.
    Si alza in piedi "Ci vuole aria...". Lucy gli sorride eccitata : "Dove vuoi che andiamo?".
    Lui le accarezza la testa : "Buonanotte Lucy".
    Era furibonda...non era bastato.


    Diana aspetta di richiudersi la porta alle spalle per poter crollare. L'avrebbe perso?
    Lo desiderava così tanto...non contava più nulla....desiderava solo lui. E questo la spaventava a morte.
    La spaventava anche la reazione di Sam...aveva investito molto su di lei, e lo aveva deluso.
    Avrebbe dovuto recuperare ed alla svelta! Una doccia fredda, una dormita e di sicuro avrebbe trovato la soluzione.

    Avvolto fra le lenzuola rosse, Michael era irrequieto. Si sentiva deluso con sè stesso e da lei...anzi, era furioso con lei : gli aveva mentito così spudoratamente, lo avrebbe solo strumentalizzato per scopi ignobili.
    "Vuole il successo...ma che ne sà di cosa significhi?" mugugnava.
    Ma il motivo principale per il quale la odiava era semplicemente il fatto che la desiderasse ancora...così tanto.

    La settimana successiva, Michael avrebbe tenuto il terzo show.

    Sceso dal palco, fece un respiro di sollievo : ne mancavano solo due e finalmente poteva lasciarsi tutta questa storia alle spalle. Quelle mura gli portavano alla testa solo lei, Diana.
    Peccaminosa tentazione. Si scrollò le spalle addolcendosi al pensiero di una ragazza conosciuta qualche giorno prima. Si sarebbe dedicato esclusivamente a lei, dimenticando Diana o Suzie...o whatever!
    Stava per varcare la soglia del camerino con un certo grado di terrore : e se fosse stata lì ad attenderlo?Come avrebbe fatto?
    Il destino fu complice : di Diana neanche una lontana traccia.

    Quella notte era rinchiusa nella sua stanza, rifiutandosi di scendere per il concerto.
    Sam l'aveva pregata di ritentare...le aveva ricordato che qualunque fosse il suo nome, ormai era troppo tardi : Michael era già stregato,no?
    Eppure lei sentiva una forte insicurezza dentro ed il pensiero di ritentare e magari venire rifiutata proprio non le scendeva giù. Era un rischio che non era proprio disposta a correre.


    Il sole risplendeva alto e prepotente,la temperatura era parecchio alta.
    Michael avrebbe voluto uscire da quell'esilio domestico, ma come poteva uscire sotto quel sole minaccioso? Beh, erano ben più minacciosi fans e paparazzi. In gabbia,come sempre.
    Quella mattina si sentiva molto più in gabbia del solito...quel sentimento era inoltre accompagnato da una noia insopportabile.
    Si stava aggirando per la casa già da parecchie ore. Non riusciva a scrivere,aveva anche annullato la seduta di registrazione pomeridiana. Pensava a Diana...cielo quella donna!Un tormento!
    "L'avrà mandata il diavolo...si l'ha mandata il diavolo" pensava.
    Sfoglia la sua rubrica fino alla lettera J...Julie!
    Aveva incontrato Julie circa due mesi prima, ma l'aveva rivista da poco...e si sentiva un pò attratto.Era una ragazza molto dolce, dai modi garbati.
    Era la figlia di un vecchio amico di Quincy, suo grande compagno di avventure musicali.
    "Perchè no?" si disse, poi compose il nome della ragazza.
    -Ciao Julie,sono Michael?
    -Oh Michael!Non pensavo che mi avresti davvero richiamata, è un piacere. Come stai?
    -Molto bene, un pò annoiato...ti andrebbe di farmi un pò di compagnia?
    -Non mi sembra affatto una cattiva idea. Sarò da te fra mezzora
    -No,Julie...non potrei venire io a casa tua?
    -Oh bene. Allora corro a preparare un rinfresco, dai...ti aspetto
    -Great!A dopo

    Era carina e premurosa. Sarebbe stato rilassante passare un pò di tempo con una donna che non aveva affatto intenzione di sbranarlo.
    Scortato da un bodyguard,esce dalla grande macchina nera e con in mano un mazzo di bellissimi fiori colorati, bussa alla porta della piccola villetta di Julie.
    Viene accolto con un gran sorriso : "Michael, ti prego accomodati".
    Sbircia gli interni della casa con grande curiosità: era una casa molto semplice, arredata con gusto...classico tipo di casa americana da telefilm.
    Julie era davvero carina. La sua pelle non era scurissima, poichè la madre era bianca ed il padre afro-americano.
    I lunghi capelli erano tirati sul lato sinistro della testa, il punto vita segnato da una larga cintura rossa, dalla quale drappeggiava un'ampia gonna a pois.
    "Julie, scusami se mi sono precipitato qui...ma hey!Ti avevo promesso che prima o poi sarei venuto a disturbarti".
    La ragazza abbassò lo sguardo timida "No...ehm....figuriamoci se mi disturbi. Dai, vieni in salotto c'è un pò di succo d'arancia e dei biscotti".
    Michael si sentiva decisamente troppo eccentrico per quel tipo di ambiente. Cosa ci faceva con quella ragazzina?Si perchè ai suoi occhi ora era solo una ragazzina...eppure sentiva una sensazione di tepore e tranquillità. Sarebbe rimasto volentieri un paio di ore. Lei era sicuramente la ragazza più introversa del mondo, ma emanava tanta dolcezza. Sarebbe stato lui ad iniziare la conversazione : "Ma vivi qui, da sola?" "Ehm,no....c'è mia sorella maggiore, però lei va e viene, quindi mi ritrovo sola per la maggior parte del tempo". Michael sembrava davvero incuriosito da lei : "E non soffri un pò di solitudine?". La ragazza era imbarazzata, non le piacevano le domande e si trovava in difficoltà davanti a quel ragazzo,il cui pensiero la faceva arrossire. "No...sai, passo la giornata a lavorare e...e..." scoppia a ridere per l'imbarazzo.
    Il disagio di lei, irriggidisce Michael...stava solo cercando un rimpiazzo?Beh...lei non sarebbe stata di certo la candidata ideale.
    "Vorresti vedere i quadri che ho dipinto?" dice lei irrequieta senza prendere fiato. "Molto volentieri" sorride Michael.
    Julie lo conduce attraverso una piccola scala a chiocciola che porta ad uno studio.
    Le pareti erano colorate, ed ovunque si potevano scorgere Tele,colori e quant'altro.
    "Oh ma questo è fantastico" esclama Michael, ammirando il ritratto a carboncino di un piccolo bambino.
    "Si, anche a me piace molto. E' il figlio di mio fratello" dice lei,intenerita.
    Michael sfoglia le tele, poi ne trova una raffigurante una sagoma familiare : un uomo con una cappello anni '30, un guanto,pantaloni dall'orlo corto e mocassini. "Ma sono io?" dice concitato.
    Lei gli strappa di mano il foglio, bisbigliando "Oddio,ma come è finito qui?". Lui ridacchia "No no...è davvero bellissimo, me lo regaleresti?". Julie è turbata, l'imbarazzo cresce dentro di lei "Se...se...ti piace,certo".
    Sente una certa pressione allo stomaco, le gambe le cedono...Michael stava indugiando il suo sguardo troppo a lungo su di lei.
    "Comunque...sono stupefatto!Hai un talento enorme, riesci a cogliere delle cose bellissime...ci sono particolari così belli" esclama lui con grande entusiasmo.
    "Mmmm, beh...grazie.Diciamo che è il mio modo di vedere il mondo...".
    Michael le prende la mano : "Il mondo sembra molto più bello visto attraverso i tuoi occhi,credimi".

    Sarebbe stato il primo di una serie di incontri.
    Michael scopriva pian piano quella donna, e le piaceva molto. Vedeva molto di sè stesso in lei.
    Julie era un fiore,nutriva un forte rispetto per lei...era così pura e positiva. Era sicuramente attratto da lei, ma non sentiva quella morsa...quella feroce passione...il suo corpo non urlava il nome di Julie, urlava Diana.

    E quella melodia, quel suono così rock...quella canzone che lo faceva ammattire e bruciare, non poteva non portare il nome di Diana.
    "Diana...chissà se stanotte ti rivedrò" pensava quella mattina. Scosse la testa per poi ripetersi ad alta voce : "No,no...ora c'è Julie. Diana è il diavolo. Stanotte starò con Julie...lei è una ragazza così..." si interrompe "Già...lei è una ragazza, Diana è una donna".


    La donna del suo desiderio, in quel preciso istante stava proprio pensando a lui.
    Voleva la stella, non voleva l'uomo. O almeno era questo il concetto che cercava di farsi entrare in testa.
    La verità, amarissima era un'altra : lei voleva quell'uomo.
    Sbatteva la testa contro il cuscino. Era così arrabbiata con sè stessa...alla fine lei, la più superba, era stata schiacciata da lui.
    Tormentata, senza pace. Bisognava trovare un rimedio e alla svelta.

    Lucy e Lori da un pò di giorni, non facevano altro che vantarsi circa la loro scaltrezza. Avevano scoperto l'inganno di Diana, l'avevano umiliata.
    "E guardacaso, la settimana scorsa, Diana non ha avuto il suo Michael...lui l'ha respinta" così recitava Lucy a conclusione del racconto riguardo le sue gesta eroiche.
    Lo stupore era generale : nessuno poteva credere al fatto che Diana avesse perso una guerra. Una guerra la cui posta in gioco era altissima...si trattava di Michael Jackson, la star del momento. Ed alla suprema fra tutte, era sfuggito...
    Che grande sconfitta.
    "E' questione di tempo,poi lui sarà mio...già mi ha dato diversi segnali" continuava la bionda,sfacciata.

    Diana ignorava le voci. Era tutto in secondo piano, aveva problemi più grossi.
    "Piccola, se ti lasci battere così è finita...tutto quello per cui abbiamo lavorato va a farsi fottere" esclamava Sam agitato.
    Diana era sdraiata su un piccolo divano, fumava e guardava altrove, presa da altri pensieri.
    "Mi rispondi cazzo?" incitava Sam.
    Finalmente gli occhi della donna si erano poggiati su quelli del suo interlocutore : "Sam non mi interessa...non lo capisci?Possono starnazzare quanto vogliono...non mi riguarda. Io so chi sono".
    Sam la scuote per le spalle : "Svegliati!Ma chi sei?Dov'è Diana?La tua immagine sta cadendo a pezzi!Ti lasci calpestare...e per cosa?Per un uomo?Non ti capisco...ti stai scavando la fossa. Non hai niente in mano...cosa pensi di fare della tua vita?Dove sono finiti i tuoi sogni?Mi fai perdere fiducia...sono amareggiato".
    Sam infine si sposta da lei. Era una recita la sua, stava solo cercando di trovare il modo per farla tornare in sè.

    Diana esaminava scrupolosamente quelle parole.
    Crollare per un uomo?No...non accettabile.
    "Cazzo Sam!" il suo sguardo si riempie di orgoglio "Io ho un sogno. Hai ragione...basta. E' tempo di tornare...E si torna immediatamente".
    Sam aveva colpito nel segno : "Brava!Così si parla...ora, dimentica Michael...concentriamoci su qualcos'altro. Vuoi che chiami quelli dell'agenzia?Potrebbero darti l'ok per un servizio fotografico...facciamo girare il tuo book. Ti vorranno tutti!".
    Diana sorrideva "Si si tutte belle idee,tranne una : con Michael non è finita. Posso tornare in vetta solo se dimostro che alla fine lui è sotto il mio gioco...devo far vedere che chiunque io sia...Diana o Suzie,non importa. Lui ormai è stregato da me, sono la sua droga. E quando lo mollerò,perchè annoiata, allora sarò di nuovo io".
    "E loro non avranno che da mangiarsi le scarpe!" aggiunge Sam eccitato.
    "E sarà stanotte" conclude la Regina Indiscussa, alzandosi in piedi.


    Michael stava guardando con tenerezza Julie, addormentata sul divano.
    Si avvicina a lei delicatamente, le carezza la testa e la bacia dolcemente. Lei sorride e sposta il suo viso in direzione del suo uomo : "Scusami, mi sono addormentata" dice facendo una smorfia.
    "Sei molto bella mentre dormi...così...così delicata. Sei una dolce melodia...una bellezza dal sapore zuccherato...piccola, mi rendi così felice" sussurra lui tenendola stretta.
    Julie si sente avvolta da un tiepido manto di amore. Solo lui era in grado di farla sentire così speciale. Il loro amore era come quello dei vecchi film in bianco e nero.
    Uno singolo e breve sguardo era meglio di mille parole, una carezza celava il desiderio, poi ripagato in un lungo bacio. Sarebbe stata pronta ad andare oltre con lui, ma era incredibilmente timida.
    Aveva gelosamente custodito la sua verginità, ma sentiva che era quello il momento e l'uomo giusto.
    Michael la stava stringendo in un tenero abbraccio. Lei gli prese il volto fra le mani ed iniziò a baciarlo lentamente, assaporando ogni minimo secondo. Poi la sua mano scivolò sul petto di lui, soffermandosi per stringere la stoffa della maglia scura.
    "Michael..." la sua voce era sottilissima "Si?"sorrise lui. Prese un lungo respiro, poi continuò con voce ancora più smorzata "Michael...vuoi fare l'amore con me?". Lui la strinse a sè in un forte abbraccio,era spaesato, aveva bisogno di prendere tempo.
    Si, sicuramente provava un forte affetto per lei : era stupenda,intelligente,sensibile ed anche parecchio bella. Ma la stimava troppo...doveva essere una cosa graduale.
    Indugiò sopra le sue labbra per un pò, sentendo in lei crescere il desiderio, si staccò con un gesto gentile "Julie...certo che voglio fare l'amore con te, moltissimo...ma voglio aspettare, il mio sentimento è forte...voglio essere sicuro di quello che faccio, voglio donarti tutto me stesso tesoro".
    Quelle parole, per lei furono una conferma :era davvero lui quello giusto.
    Lo strinse forte a sè mettendo la sua mano sul petto : "Michael il mio cuore batte così forte,lo senti?" "Si lo sento piccola" "E'...ehm....è perchè sono innamorata". Lui sorrise, era davvero ciò di cui aveva bisogno, ciò che voleva sentire.
    La baciò sulla fronte "Ora devo andare, ma stanotte dopo il concerto, verrò qui da te...voglio stringerti tutta la notte dolcezza". Lei sussultò a quelle parole...


    La camera di Diana era un caos : c'erano vestiti e scarpe ovunque.
    "Oddio questo no...che schifezza" disse sfilando l'ennesimo tubino e gettandolo a terra.
    Sam entrò nella camera : "Diana non sei ancora pronta?Ci siamo quasi, Michael è già arrivato".
    Lei uscì dalla cabina armadio in intimo, con una gruccia posata sopra il petto : "Come ti sembra questo?".
    Sam era sempre più spazientito : "Metti quello che vuoi, ma sbrigati!" disse, poi uscì sbattendo la porta.
    Dopo qualche secondo la donna si stava ammirando allo specchio compiaciuta : "Si si è proprio perfetto".
    Era un piccolo abito argento, con della particolari lavorazioni in pailettes tono su tono. Strinse la vita con un'alta cintura in pelle nera, ricoperta da piccole borchie. I tacchi a spillo neri, che ne slanciavano ulteriormente la filiforme figura, erano già stati infilati.
    Raccolse i lunghi capelli scuri in una treccia, poggiata alla spalla sinistra. Dei piccoli ciuffi ribelli le incorniciavano il viso. Era davvero splendida.

    Più di quattrocento persone erano pigiate contro il palco della sala, per assistere ad uno degli show più incredibili che la città avesse da offrire. Un unico uomo sul palco, un unico riflettore, un unico guanto : Michael stava cantando le prime note di Billie Jean. Tutti si stropicciavano gli occhi, per cercare di capire se ciò che avevano davanti agli occhi fosse reale o solo un sogno.

    Diana era comodamente poggiata al bancone. Stava sorseggiando un ottimo Cosmopolitan, gustava il dolce sapore di fragola e pregustava le labbra di quell'incantevole figura sopra le sue.
    "Oh Diana deve essere difficile per te guardare Michael...dopo...beh...lo sai, dopo che lui ti ha scaricata" così intervenne Lucy, distruggendo l'attimo di mistica contemplazione della donna.
    "Lucy,mi stai disturbando" replicò scocciata.
    La biondina, non riuscì a soffocare una risata : "Bene, allora ti lascio sola con il tuo dolore".
    Prima che avesse il tempo di girarsi, Diana l'aveva afferrata per il braccio "Sei una stupida, solo una stupida. Io non perdo mai. Patetica...cerchi di pomparti agli occhi degli altri, denigrando me...ma hai sbagliato proprio persona...Hai le idee parecchio confuse, lui è Mio! Ora vattene e ritorna nel tuo piccolo angolo buio". Lucy si staccò dalla presa con aria irritata.

    "Grazie ragazzi, vi amo tutti" queste le ultime parole al microfono. Michael stava già scendendo la scaletta che lo avrebbe separato dal palco.
    In quello stesso istante, davanti le transenne che conducevano alla seconda entrata per il backstage, una ventina di ragazzine pigiate l'una contro l'altra, cercavano di aggiudicarsi un ingresso. I due bodyguard erano irremovibili.
    Fra di loro calò improvvisamente il silenzio, Diana si stava avvicinando con passo deciso. Lucy era dietro di lei.
    La slanciata mora, fece l'occhiolino ai grossi uomini in nero, che con ampio sorriso, le fecero largo.
    Oltrepassata la transenna, fece finta di chinarsi per aggiustare una calza, in realtà voleva proprio vedere la reazione di Lucy.
    La sfacciata bionda, seguì gli stessi movimenti di Diana. "No tesoro, stasera no" fece uno dei grossi uomini.
    "Che cosa?O avanti smettila,fammi entrare subito!".
    La sua rivale, si sporse sorridendo "Lucy,ti prego...sembri così disperata, datti un contegno...non ti ho insegnato niente".
    La ragazza,irritata, emise una sorta di grugnito. Poi scomparve...di sottofondo: lo scherno di tutte le presenti, una musica soave alle orecchie di Diana.

    Il corridoio che conduceva al camerino di Michael, sembrava la sua passerella. Tutti la guardavano, tutti avrebbero voluto essere Michael.
    Bussa alla porta con tocco leggero.
    La star, distratta dai bigliettini dei fans, sbiascica "Si avanti". Lei apre la porta : "Hey..." gli dice sospirando.
    Lui non si sarebbe mai aspettato di vederla lì, o almeno, aveva cercato di eliminare l'ipotesi. Era senza fiato alla sua vista, aveva dimenticato quanto fosse bella e desiderabile...pensava di essere diventato stupido : la ricordava stupenda, ma il ricordo sicuramente non le rendeva giustizia...era più che stupenda.
    Il pensiero del cuore di Julie si impossessò di lui, non poteva farlo...era sbagliato, non era la sua natura.
    Con tono duro le parlò :"Vattene Diana...questa volta non mi sedurrai, prima ero troppo cieco per vedere...ma stavolta...stavolta non mi sedurrai...perciò perchè non mi lasci in pace?".
    Lei, richiudendo la porta, gli parlò ancora...per Michael era il tono più provocante ed irresistibile : "Oh andiamo...tu sai che sono io quella che vuoi...ho io quello di cui hai bisogno".
    Lui cercò di non guardarla ancora, ma era impossibile non essere incantati dai suoi movimenti lussuriosi. Stava liberando i suoi capelli dalla lunga treccia, ora cadevano morbidi fino alla vita.
    Inclinando la testa verso dietro, parlò ancora : "Sono molto stanca, vorrei andare a casa...ma...odio dormire da sola...", inclinò di nuovo la testa, in modo da posizionare il suo sguardo libidinoso sopra quello di Michael "vuoi venire con me?".
    Lui cercò di prendere controllo di sè stesso, poteva riuscirci solo pensando a Julie : "La mia fidanzata è a casa, sarà preoccupata...Non le ho ancora telefonato per dirle che sto bene".
    Diana inizia a camminare verso di lui, si posiziona a pochi centrimetri dalle sua labbra : "Sono tua stanotte".
    Lui si sbilancia rapidamente ed afferra il telefono, dando le spalle alla donna.
    "Julie...hey,piccola...si, sto bene...si..si, senti: lascia la porta aperta, perchè ho dimenticato di prendere le chiavi...si tess" Diana gli strappa il telefono dalle mani, impedendogli di completare la frase, poi porta il ricevitore all'altezza delle labbra "Tesoro, lui non sta tornando...perchè stanotte starà con me".
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    Re: [FANFICTION] La Vera Storia Di Dirty Diana

    Messaggio  Liberian Girl il Sab Nov 07, 2009 4:40 am

    Parte Terza



    Ma cosa aveva fatto?E Julie cosa avrebbe pensato?Era impazzita forse? Michael era stizzito eppure...si sentiva disarmato da lei.
    Diana lo fissava, taciturna come tutte le volte. Il suo sguardo tagliente era poggiato su quello di lui.
    "Diana, vattene!Hai rovinato tutto...vattene!" la sua voce era forte e decisa, ma non aveva comunque il coraggio di guardarla negli occhi.
    Lei si avvicina, si fa sempre più vicina...
    Gli sfiora il viso, poi la sua mano scende per il petto umido...e scende ancora fino al cavallo. Il tocco della donna sente il fermento di lui. Soddisfatta emette un suono lussurioso, poi gli si avvicina all'orecchio "Ora dimmi che non mi desideri...dimmi che non mi desideri ed io me ne vado".
    Michael stringe un pugno, sente di non riuscire più a contenersi.
    Spinge la donna contro il muro e con tachicardia pronuncia solo due parole: "Dirty Diana", poi si getta sopra di lei in un bacio voluttuoso.
    Lei gli mette una mano sulle labbra : "Basta...basta...vieni con me".
    Lo trascina per un braccio e lo porta al piano di sopra, dentro l'appartamento.
    Solo pochi occhi indiscreti ed alquanto sbalorditi...poi scompaiono dietro una porta, la camera di Diana.

    Lei si siede sul letto accavallando la gamba...è in attesa.
    Michael si guarda intorno più volte...ma un'ormone prepotente gli comanda di fiondarsi su quel letto.
    Si avvicina cautamente, poi si inginocchia davanti a lei. Afferra delicatamente la caviglia sinistra di Diana. Lentamente, risale tutta la gamba, fin sotto lo stretto vestito. Sfila la sottile autoreggente e poggia le sue labbra sopra la coscia fremente della sua tentazione proibita.
    Si alza in piedi di scatto, spinge la donna contro il lenzuolo viola, e si posiziona sopra di lei per baciarla ancora....ed ancora. Scende attraverso il collo, mentre con la mano destra, solleva pian piano quella poca stoffa che lo privava,ancora per poco, del contatto con la pelle di lei.
    Diana si liberò con facilità del vestito, lanciandolo sul pavimento.Ora lui stava scoprendo il petto ed una volta messa la mano sulla cintura borchiata,sentiì la mano di Diana bloccarlo.
    Lei si rigirò velocemente sopra di lui, ed a pochi centimetri dalla bocca umida di lui,bisbigliò: "Se permetti, di questi vorrei occuparmi io". Con le labbra intrise di rossetto rosso, tracciò un percorso sul petto di lui fino ad arrivare alla cinta.
    Con una lenta movenza, iniziò a slacciare il pantalone nero, lasciandolo cadere sul pavimento. Si posizionò in piedi sulle ginocchia, le sue mani si apprestavano a sciogliere il piccolo gancio del reggiseno...ma anche lei venne fermata in tempo. Michael sorridendo la portò a sè "Se permetti...ora vorrei occuparmi io del superfluo...non credi?".
    Accondiscendente, la donna si sdraio sull'altra parte del grande letto. Lui, sdraiato su un fianco, con due dita tracciava linee indefinite sopra il petto di lei, che nelfrattempo si era poggiata su un fianco, imitando la sua posizione.
    Le due dita, arrivarono alla schiena di Diana, e con agilità, fecero scattare il gancio del reggiseno...che a sua volta venne lanciato sul pavimento, insieme al resto dei vestiti.
    La donna getta per un attimo lo sguardo in aria: "Ok ora basta con queste stronzate" dice mettendosi sopra di lui.
    Michael, colto da un brivido molto più intenso, la afferra con vigore e la rigira nuovamente : stavolta avrebbe condotto lui il gioco, voleva essere il carnefice, non più la vittima.
    Quella donna scatenava in lui così tanta rabbia...la odiava...eppure non aveva mai provato un desiderio così prepotente.
    Le strappa, risoluto, la sottile culotte di pizzo, mentre lei lo sta privando del suo intimo nero.
    Diana inclina la testa sul lato sinistro e socchiude gli occhi...avrebbe gustato ogni singolo e prezioso momento.
    Le sue braccia accarezzavano la testata del letto...al contatto con il corpo di lui dentro il suo, strinse con forza la testata e sospirando parlò con tono febbrile:"Michael...più forte...fammi sentire il ritmo, danza...danza sopra di me".
    Quelle parole suonarono come una dose di anfetamina alle orecchie di lui, che afferrandole la coscia, si spinse ancora più in profondità,sempre più impetuoso,possente...ancora più forte e più forte ancora....e ancora...fino a quando entrambi,contemporaneamente, non esalarono un ultimo ampio gemito d'affanno.

    Diana si ritirò rapidamente sotto le lenzuola, il cuore le stava scoppiando. Si era rannicchiata su se stessa,rigida, dando le spalle a lui.
    Michael spostò con una carezza i lunghi capelli neri di lei, e poggiò le sue labbra sopra la sua spalla, mentre con l'altra mano la stringeva per la vita.
    Erano quelli i gesti che la facevano rabbrividire, che la facevano impazzire...dimenticando chi fosse realmente.
    Si alzò in piedi, tirando con sè il lenzuolo. Poggiando lo sguardo per terra gli parlò "Vattene".
    Il giovane si irriggidì. Non disse niente, si limitò ad infilare di nuovo il pantalone nero. Semi vestito, si posizionò davanti alla figura di lei, afferrandola con violenza per le spalle e facendo cadere il lenzuolo a terra : "Perchè fai così? Cosa vuoi da me?".
    Lei si chinò per raccogliere il lenzuolo e riavvolgendosi, ma senza ancora guardarlo negli occhi, pronunciò poche parole "Sono fatti miei, ora vattene".
    Michael era ancora più sconcertato : "Diana...sei stata il mio errore più grossolano".
    La donna, nel suo cuore ardeva...avrebbe voluto scoppiare in lacrime, ma come una perfetta attrice, scrollò le spalle e parlò con tono divertito : "Cosa ti aspetti?Ormai sai chi sono...Io sono la tua storiella notturna, sono il giochino che puoi provocare...ma poi, non mi importa di quello che dici..."
    Disgustato da lei e da sè stesso, raccoglie dal pavimento la maglia nera ed esce dalla stanza sbattendo la porta.
    "Dirty Diana" continuava a pensare.

    Scende rapidamente le scale ed incrociando Sam, quasi gli urla di volere immediatamente una macchina per tornare a casa.
    Sam è stupito : non aveva mai visto Michael così sgarbato e arrabbiato. Non si perde in pensieri vaghi : è sicuramente Diana la colpevole.
    "Si si Michael, da questa parte". Conduce il ragazzo attraverso una scaletta a chiocciola, poi attraverso due corridoi ed infine ad un piccolo cancello, davanti al quale vi erano alcuni van dai vetri oscurati, parcheggiati.
    "Grazie Sam, a presto!Buonanotte". Sam afferra Michael per il braccio : "E' stata lei, vero?". Negli occhi della giovane superstar, un fuoco di rabbia stava ardendo "Sam, non permetterle più di avvicinarsi a me", disse questo...poi si infilò rapidamente dentro il van.

    Arrivato nell'accogliente casa di Encino, si precipita al piano di sotto, dove era situata una camera insonorizzata.
    Apre svariati cassetti con furia e tira fuori una piccola cassetta, contenente quella melodia rock che si era impossessata di lui dal primo incontro con lei. L'aveva già fatta registrare, ma non riusciva proprio a trovare la lirica adatta.
    Recupera dallo stesso cassetto un blocco ed una penna...poi infila la cuffia e riascolta mille volte la melodia...la ascolta e ripensa a Diana...Dirty Diana.
    La sua mano viene colta da un attacco di furiosa creatività : sembrava che le parole si stessero scrivendo da sole.

    Diana walked up to me,
    She said I'm all yours tonight

    Dirty Diana,no


    "Oh cielo...è lei!è lei!La canzone è lei! Lo sapevo...è perfetta, è perfetta!!" esulta.
    Passa l'intera notte a trovare la giusta linea vocale per quelle parole...è troppo esaltato per poter dormire.

    Verso le 7 del mattino, Katherine è già posizionata in cucina, intenta a preparare una grossa dose di caffè.
    Sente dei rumori provenire dal piano di sotto, così si affretta per le scale.
    "Michael è davvero mattiniero oggi..." pensa fra sè e sè piena di tenerezza.
    Apre la porta ed osserva ansiosa il figlio, con ancora indosso gli abiti da scena, sdraiato sul pavimento con le cuffie ed un foglio in mano.
    "Michael!Michael" gli fa un paio di cenni. Lui scosta le cuffie "Oh mamma, non ti ho sentita...dimmi".
    Katherine poggia le mani ai fianchi "Non hai dormito?Ma che stai facendo?Non ti sei neanche cambiato o fatto una doccia".
    Michael scatta in piedi con un grosso sorriso : "No no...non c'è tempo per dormire...devo correre ad incidere!Ho avuto una grande nottata, piena di idee...anzi devo chiamare Quincy!". Parla senza prendere fiato, poi balza verso la madre, le da un grosso bacio sulla guancia e corre al piano di sopra, lasciando Katherine basita.

    Dopo un'ora eccolo arrivare in studio saltellando verso il suo grande amico Quincy.
    "Quincy dobbiamo inciderla immediatamente!". L'uomo, ancora stordito, lo guarda sorridente :"Ma Michael...è tardi!Pensiamo al missaggio degli altri pezzi, dai sarà per il prossimo album...ora proprio non abbiamo tempo!"
    Michael si gira verso di lui incredulo: "No no...tu non sai di cosa stai parlando...io voglio incidere questa canzone, immediatamente" "No, Michael...ti prego, fidati di me...non arriveremo mai in tempo!Già siamo in ritardo..." "No no no! Ti prego...abbiamo già la musica incisa, devo solo fare la voce...ed ho tutto in testa, non me la puoi togliere!".
    Quincy sembra spazientito "Si...ed i cori? Non posso chiamare i cantanti all'ultimo momento...dai Michael, non è proprio possibile".
    Michael guarda Quincy con espressione severa :"Non ho bisogno di cori...deve essere cruda. Solo io. Ti prego...fammi provare".
    Con riluttanza,l'uomo di mezza età segue Michael fino alla sala d'incisione, posizionandosi dietro il mixer...manda la base ed osserva stupefatto quel ragazzo, che non faceva altro se non sorprenderlo.
    "Bene...manda la base, intanto facciamo una prova...ma registrala comunque. Poi la versione definitiva" dice Michael timido al microfono.
    Quella timidezza scompare dopo qualche secondo : sta letteralmente divorando il microfono.
    Quincy è stupefatto...non aveva mai sentito così tanta grinta...e rabbia...e passione...e coinvolgimento : Michael aveva ragione, non si poteva proprio escludere dall'album una cosa così.
    Dall'altro lato della sala, dietro il microfono, un portento musicale stava saltando...emetteva gemiti primordiali...era una prestazione vocale carnale,erotica,voluttuosa ma anche furibonda,tenace e possente...era formidabile.
    Sfumata la base, Michael si riavvicina al microfono timido e con un tono di voce sottile : "Come andava?Possiamo iniziare a registrare?".
    Quincy balza dal mixer : "No no no!E' perfetta...oddio amico, io non so cosa ti sia capitato...e non te lo domando, ma era assolutamente,assolutamente...oh!Non riesco a definirlo senza usare una brutta parola!E' perfetta...passiamo subito al missaggio, magari aggiungiamo un pubblico che urla o altri vocalizzi alla fine,eh?".
    Arrossendo, il ragazzo sorride con sguardo basso.

    Benchè avesse recuperato il suo scettro, qualcosa turbava Diana. Alla sensazione di terribile vuoto interiore, si era aggiunto uno strano silenzio di Sam.

    La mattina dell'ultimo concerto di Michael, si respirava una strana atmosfera,molto lontana dalla frenesia delle settimane precedenti. Tutti erano avvolti da uno spesso manto di silenzio. Le azioni erano diventante meccaniche,ognuno sapeva esattamente la sua parte e la svolgeva in modo impeccabile. Una complicata, grossa routine ben brevettata.

    Diana sente un gelo prenderle lo stomaco. Tira i capelli in una lunga coda e con passo felpato si reca verso l'ufficio di Sam.
    Prima di bussare alla porta,prende un lungo respiro :"Sam?Posso?". La porta viene aperta repentinamente : "Che c'è Diana?" è molto secco.
    Diana entra nella stanza spingendolo di lato, si siede sul tavolo ed accavalla velocemente la gamba.
    "Sam devi dirmi che ti prende. Mi avrai detto si e no due parole in tutta la settimana".
    Sam sta guardando a terra,con sguardo rassegnato. Lentamente porta i suoi occhi in direzione di quelli della donna :"Te lo dico io che mi prende. Il mio amico Michael è il contatto più grosso che potessi mai darti. Nessuno è come Michael e non esisterà mai nessuno lontanamente capace di accostarsi a lui. E tu cosa fai?Te lo lasci sfuggire...non so come e perchè...non te lo voglio nemmeno chiedere".
    Si avvicina verso la donna e le sfiora il volto con espressione adirata : "Tu prendi tutto sotto gamba, ti senti una regina.ma non hai capito tesoro, il Re è lui e tu non sei niente. Tu chi sei per poterti mettere in discussione con lui?Come ti permetti?".
    Diana era totalmente sconvolta ma si dismostrò ferma.
    "Cosa ti ha detto Michael?"
    Sam le lancia un'occhiataccia "Non mi ha detto granchè, ma ho notato quanto fosse furioso. Poi ha aggiunto di non volerti più vedere.Ed allora mi domando, cosa tu possa aver fatto di tanto stupido ed insensato".
    In quel momento Diana sente il cuore scoppiare. Lui non la volveva più vedere...Lei non lo avrebbe più avuto suo. Cerca di mantenere un tono fermo per quanto le risulti difficile: "Non ho fatto nulla. Ho seguito il copione standard".
    "Con Michael Jackson non puoi seguire un copione standard...ma come fai a non renderti conto?"articola Sam,esasperato.
    Diana rimane per qualche secondo in silenzio : sente quel gelo allo stomaco farsi più doloroso. Poi un fuoco le prende il petto,risalendo fino alla gola. Adesso non poteva più trattenere le lacrime.
    Sam è sbigottito,non aveva mai visto quella donna cedere,mai.
    "Diana..." le solleva cautamente il viso impregnato di lacrime. "Diana,guardami. Tesoro, dimmelo...ti sei innamorata?".
    Lei non trova ancora il coraggio di guardarlo,non trova il coraggio di parlare,non trova il coraggio di ammettere una verità così evidente.
    Con un sottile filo di voce si apre a Sam : "Sam...perdonami, ho rovinato tutto...tu puntavi su di me per questa storia,ma ho rovinato tutto..." alza lo sguardo verso l'uomo ed il suo tono si fa più marcato "Non potevo con lui,capisci?Non potevo proprio...non ci riesco,non ci riuscirei mai...Non lo potevo strumentalizzare...lui non è come gli altri e sono così pentita,non avrei mai dovuto avvicinarmi, ora non so cosa fare".
    Sam la stringe forte. Come biasimarla?Michael attraeva le persone a sè come una calamita. Il suo sorriso ti scalda l'animo,il suo cuore è così grande da avvolgerti, le sue parole sono sempre quelle giuste e risuonano come una dolce melodia. Non serve molto ad innamorarsi di un uomo così.

    Dopo qualche ora, il pensiero di Sam si riporta all'incontro con Diana, si sentiva in colpa in un certo senso. Aveva preteso troppo stavolta. Ma era lieto di scoprire che anche quella donna felina avesse dei sentimenti.

    Michael era arrivato da poco e senza badare a nessuno, si era diretto rapidamente verso il suo camerino. Sam bussa alla porta, che gli viene aperta da un grosso body guard.
    "Michael,parliamo cinque minuti?". Il ragazzo annuisce e fa segno al grosso omone di lasciare la stanza.
    Sam trova posto in una piccola poltrona, posta di fronte quella di Michael.
    "Michael, siamo arrivati alla fine di questa bella avventura e volevo dirti grazie perchè sono stati concerti davvero strepitosi!".
    Nascosto da un grosso cappello nero,il ragazzo annuisce timidamente : "Grazie Sam, è stato divertente e molto utile devo dire..volevi parlarmi di qualcos'altro ?"
    Il grosso uomo si alza in piedi e sfoggia un ampio sorriso " No amico...forse,beh...permettimi di darti un piccolo suggerimento spassionato : quando una donna parla poco,vuol dire ha davvero molto da dire. Eh beh, dato che siamo circondati da ragazzette che parlano a vanvera, tanto per emettere aria, penso invece che sia interessante cercare in tutti i modi di scoprire cosa in effetti abbiano da dire certe donne taciturne,non pensi?"
    Michael sposta il cappello ed alza lo sguardo verso Sam : "Penso che tu abbia ragione, anche perchè questo tipo di donne possono portare molta ispirazione nella vita di un artista"

    La sala era già stracolma: tutti in fibrillazione.
    Diana era seduta su un piccolo divano di pelle situato su un palchetto alla sinistra dello stage.
    Il suo corpo era avvolto da un morbido vestito di tulle nero in stile impero. L'orlo del vestito era lavorato con delle piccole paillettes argento e lasciava scoperte gran parte delle lunghe gambe.
    Aveva portato la folta massa di capelli scuri sulla sua spalla destra ed ora stava aspettando di ammirare quel grande uomo sul palco.
    Sulle note di Wanna Be Startin' Something, si apre il concerto. Diana guardava quell'uomo con occhio diverso, era rapita dalla musica e nient'altro. La musica era l'unica cosa che le permetteva di godere di Michael, non lo avrebbe più avuto,ma quella musica era sua di diritto, nessuno avrebbe mai potuto strappargliela via.

    Verso la metà del concerto, Michael rientra sul palco avvolto da un ampia camicia bianca.
    Un unico riflettore è puntato su di lui. Con espressione aggressiva e scatto repentino,punta un dito in direzione di Diana,guardandola intensamente. Quei pochi metri di distanza si annullano, lei si sente aggredita da quello sguardo.

    Lui si avvicina al microfono e con un tono scuro e pungente inizia a parlare : "Ho incontrato una donna sul mio cammino. Non era una donna come le altre. Ha cambiato il mio umore, così ho deciso di raccontarvi la sua storia e fa più o meno così".
    Un grosso suono acido si appropria della sala

    "I've been here times before
    But I was too blind to see
    That you seduce every man
    This time you won't seduce me
    Dirty Diana,no"

    Il suo sguardo era come indemoniato, l'esibizione così intensa. Michael è come posseduto dal demone del rock'n'roll.
    Si lancia a terra, strappa la sua camicia, emete gemiti che fanno trasalire tutti i presenti.
    L'unica ferma ed impassibile è proprio la diretta interessata, che una volta finita la canzone, lascia rapidamente la sala sotto gli occhi di tutti.
    Quando Michael scende dal palco, corre per prima cosa in direzione di Sam : "Sam dove posso trovarla?" "Non saprei, prova a vedere nella sua camera, ti faccio scortare da Harrison".
    Michael percorre quei corridoi in compagnia del robusto uomo in nero. Bussa alla porta, ma non ottiene nessuna risposta. Preso da un forte impulso di rabbia, varca prepotentemente la soglia, ma la camera è vuota
    Poi,con tenerezza si guarda intorno : non era la stessa camera di quella notte, era diversa...ora era reale.
    La volta prima era piuttosto vuota e costruita, ora invece si vedeva la traccia di quella donna, si respirava la sua vera essenza. Il letto era disfatto e sopra questo vi erano sparsi un pò di vestiti, La parete sulla destra rivelava un pannello di sughero, pieno di foto. Diana da piccola, da adolescente, foto con artisti famosi,con amici. In tutte le foto era sorridente e semplice, nulla a che vedere con quella donna.
    Il giradischi era occupato da una copia di Thriller; accanto altri vinili di James Brown, Diana Ross, Billie Holiday, Elvis ed i Beatles.
    Michael era sorpreso, quella camera non sembrava appartenere a lei, totalmente.
    Pensò immediatamente alle parole di Sam, ed allora corse fuori la stanza : doveva trovarla, doveva sentirla parlare.
    Dopo più di mezzora di ricerche, si arrende : di certo non era più nell'edificio, ma l'avrebbe aspettata...sarebbe tornata prima o poi.
    Torna nel camerino per infilare una camicia pulita. Di Leo entra sorridente : "Allora Michael, sei pronto per tornare a casa?". Michael si sta sistemando gli ultimi bottoni della camicia "No Frank, voglio rimanere ancora un pò...non ho proprio voglia di andare a casa".
    Frank non si fa venire troppi dubbi "Benissimo allora io sarò al solito privet del primo piano, quando ti va raggiungimi".
    Michael gli sorride ed osserva la sua figura lasciare la stanza. Sprofonda poi sulla poltrona, pensando a Diana...questa donna lo confondeva. Accaldato dai suoi pensieri ed anche dalla alta temperatura, decide di ritornare in quella porticina isolata sul retro del locale.
    Nonappena esce, respira l'aria leggermente rinfrescante: davanti a lui il silezioso vicolo buio. In quel momento di solitudine e silenzio sentiva dentro di sè un brivido di libertà
    I ricordi di quella notte si fanno vividi. Quel vicolo racchiudeva quegli odori e quei colori, che sono capaci di farti rivivere il passato vividamente.

    Avvolto dal suo ricordo peccaminoso, automaticamente ed incondizionatamente si ritrova a sorridere. La sua attenzione viene poi attirata da una piccolissima luce rossa.
    Si avvicina incuriosito e scorge la sagoma di una donna, illuminata lievemente dalla piccola luce rossa della sigaretta.
    E' immobile, poggiata al muro, l'unico movimento è quello del braccio che porta alla bocca la sigaretta. Michael si avvicina cauto. Solo il rumore dei passi sull'asfalto è protagonista. Si posiziona davanti alla donna "Stavolta ho passato io la notte a cercarti, Diana":
    Lei sbuffa il fumo dritto nella sua faccia "E per cosa mi cercavi?Per ripetermi ancora Dirty Diana?". Lo spinge leggermente indietro e si allontana da lui che per tutta risposta inizia ad inseguirla, come la prima volta.

    Diana è già parecchi passi in vantaggio.Lui si ferma: "Heeeeyyy!" è ora aggressivo, la sua voce è possente.
    La donna si ferma e si rigira rapidamente verso lui, che per qualche secondo mantiene il silenzio guardando il pavimento. Alza lentamente lo sguardo e schiocca le dita "Diana...parlami".
    Si avvicina a lei, la divora con gli occhi. Il suo corpo grida, ma il cuore e la mente desiderano parlare con lei, conoscerla.
    Quando è così vicino da sentire il suo odore avvolgente, quasi non riesce a frenarsi.
    "E perchè mai vorresti parlarmi dato che mi disprezzi così tanto?".
    Il cuore di Diana batteva all'impazzata.
    "Ti ferisce il fatto che io ti disprezzi tanto?" chiede lui maliziosamente.
    Diana prende fiato rapida "No, non mi interessa, ho già avuto quello che volevo". Si gira di scatto, la lui la blocca per la vita, poggia la sua testa all'orecchio di lei "Non è vero...quello che volevi era ben altro, io non ti ho dato la fama o almeno non la fama a cui ambivi tanto".
    Per Diana questa discussione diventava ogni secondo più straziante "Io non ho mai voluto niente da te, se non...te stesso" quelle parole l'avevano imbarazzata come mai prima d'ora ed emetterle era stato estremamente faticoso.
    Michael la stringe più forte "Sentimi dolcezza...sentimi...senti il mio corpo, senti me...Anche io voglio sentire te".
    Un mix di emozioni pericolose si stava impossessando di entrambi.
    Le mani di Michael stavano accarezzando il corpo di Diana, che si era lasciata andare, poggiando lussuriosamente le sue labbra sul collo di lui.

    Lui indugia ancora sul suo corpo scendendo in basso, per poi risalire, stavolta dentro il vestito...


    Nonappena tocca l'orlo dell'intimo di lei, indugia qualche secondo, poi infila prepotentemente le dita all'interno della sottile stoffa.
    Diana si poggia contro la sua spalla, sospirando lentamente...
    "Michael...mi farai impazzire". Lui è compresso sopra la schiena di lei, ed infila delicatamente la lingua dentro il suo orecchio: "Dolcezza...sei mia...voglio ogni assaggio".
    La sua mano continuava a far scattare Diana, che con grande difficoltà riesce a staccarsi da lui.
    Scuote la testa per ricomporre i capelli : "Allora, vuoi venire con me?".
    Michael porta il dito alla bocca,leccandolo delicatamente : "Dove mi porti piccola?". Lei si avvicina e afferra il suo labbro inferiore con i denti, poi gli sussurra "Nel regno del piacere".
    Lo prende per mano e si incammina, ma lui rimane immobile. Lei si rigira :"Che fai?Non vieni?" "mmm...voglio essere io stavolta a portarti da qualche parte. Hai una macchina?". Diana sorride...

    Avevano preso una delle auto di Sam. Michael stava guidando, mentre Diana era provocantemente seduta nel sedile accanto il suo, lasciando strategicamente scoperta l'autoreggente in pizzo.
    "Signorina,devo guidare...non mi distrarre". Lei emette solo un lussurioso gemito, e poggia la testa contro il finestrino.
    Il tragitto è silenzioso, entrambi sentono il corpo fremere e preferiscono non parlare, per non guastare l'attesa.
    Dopo una ventina di minuti arrivano in una zona molto isolata, solo un piccolo casolare poco illuminato è dinnanzi ai loro occhi. Le luci della città sono distanti e colorano il cielo con toni caldi.
    Diana scende dalla macchina e si stringe le spalle per un brivido. Michael si porta immediatamente accanto a lei, stringendola "Hai freddo piccola?". Lei stringe il colletto della camicia del ragazzo "Ancora per poco..".

    Michael si porta davanti al cancello del piccolo casolare. "Dovremmo scavalcare la ringhiera,non ho le chiavi...non vengo qui da un pò".
    Con un balzo atletico si porta dall'altro lato dell'alto cancello. Diana lo guarda esterefatta : "Scusa Michael, ma come pensi che io possa farcela?".
    Lui ride ed alza gli occhi al cielo, poi la guarda "Allora, metti un piede qui e poi slancia la gamba in alto e scavalca, non ti preoccupare, ti afferro io".
    Diana, titubante, cerca di eseguire gli ordini. Riesce ad arrampicarsi sul cancello, rimanendo a cavallo fra i due lati.
    Espira lentamente "Ok, ora ho paura...penso di non poter scendere".
    Michael sta ridendo : "No no tesoro, ti prendo io dai, porta anche l'altra gamba da questo lato".
    Con un movimento concentrato, la ragazza porta lentamente l'altra gamba sul lato interno del cancello "E ora come faccio a scendere?Mi ammazzo se salto!".
    Michael afferra le caviglie della donna e le porta sulle sua spalle : "Scivola sopra le mie spalle...ma stringiti alla ringhiera, io ti tengo, stai tranquilla...ti tengo".
    La ragazza scivola lentamente, aggrappando con forza le mani alla ringhiera. Quando le sue ginocchia toccano le spalle di lui, sente la sua testa avanzare contro l'inguine.
    "Michael...cosa stai facendo?"chiede con voce affannata.
    Lui solleva leggermente la testa "Stringiti alla ringhiera...il resto lo faccio io ".
    Le mani di Diana stringono il cancello sempre più forte, mentre lui la sta assaporando totalmente.La lingua di lui si contorce in modo tale su di lei, da farla trasalire.
    La ringhiera così fredda è in netto contrasto con il calore che la donna sente crescere dentro.Quando sente di cedere, lui si sposta.

    "Vuoi scendere piccola?". Lei è ancora un pò rintronata "Mmm...si fammi scendere".

    Una volta scesa, sente quelle vampate di calore farsi ancora più intense. Lo bacia violentemente, riconoscendo il suo sapore sulla sua bocca.
    "Ed ora come entriamo se non abbiamo le chiavi?". Il ragazzo balza vicino alla porta rapidamente, e sollevando lo zerbino esclama : "Ta daan!".
    La piccola porta, li conduce in un ambiente raccolto e molto intimo.
    "Questa è la mia isola di salvezza...sei la prima persona che viene qui...è il mio piccolo mondo".
    La minuscola casa è arredata con gusto, Diana non fa in tempo a guardarsi intorno che sente già la presa possente di lui. "Dolcezza...è vero, hai tu quello di cui ho bisogno...dammi tutto quello di cui ho bisogno stanotte..". Il vestito di lei è già caduto a terra, ma non appena la mano di lui raggiunge il gancio del reggiseno, viene immediatamente bloccato.
    "No, Michael...mi hai fatta arrabbiare stasera...".
    Lo spinge furiosamente sopra il divano, poi si avventa su di lui, che arreso, si lascia strappare la camicia.
    Diana slaccia lentamente la cintura borchiata di lui, e la sfila dal pantalone con lenti movimenti. La rigira fra le sue mani per un pò, poi leccandosi le labbra, si avvicina al viso del giovane e lega le sue braccia alla schiena con la cintura.
    "Che stai facendo?" chiede Michael boccheggiante.
    "Ti do quello che vuoi...ti do quello che solo io posso darti".
    Michael si poggia allo schienale del divano ansimante. Sente le mani di lei sfilargli i pantaloni e l'intimo. Poi una sensazione umida,calda e selvaggia lo pervade.
    "oh piccola...è vero, solo tu puoi darmi quello di cui ho bisogno...".
    Diana sente l'umore di lui crescere dentro la sua bocca...fino a esplodere. Ne assorbe tutto il prezioso nettare, poi porta la testa indietro soddisfatta.

    "Slegami..." fa lui con voce aggressiva.
    Lei si avvicina e giocherella un pò con le dita sul petto umido dell'uomo di cui voleva assaggiare ogni singola parte del corpo: "E se ti slego cosa succede?".
    Michael la guarda determinato "Slegami..."
    Lei si china sopra di lui, e porta le sue labbra prima al collo, poi scende fino all'ombelico, trascinandole lentamente.
    Arrivata all'inguine, sorpresa, si rende conto dell'ottimo umore di lui : "Ma non ne hai mai abbastanza?" chiede compiaciuta.
    "Diana...slegami..." la sua voce si fa sempre più scura, manmano che l'umore aumenta.

    Le mani di Diana risalgono il petto di lui, spostandolo verso sè. Michael si china contro il petto di lei, ed inizia a morderle il collo, poi la spalla, rompendo una delle sottili bratelline del reggiseno nero.
    Diana lo aveva appena slegato, ed ora lui la stava spingendo a terra, contro il pavimento.
    La spoglia avidamente, accarezzandola, baciandola, assaporandola.
    La afferra per i fianchi e la tira su dal pavimento : lei ha totalmente lasciato andare i suoi sensi, ora era lui a dirigerla.
    Accarezzandola ancora, fa girare la schiena di lei, contro il suo petto. Poi con la mano, spinge delicatamente la sua nuca verso il basso. Diana tocca il divano con le ginocchia, e con le braccia afferra lo schienale.
    Michael porta i lunghi capelli della donna sul lato sinistro della spalla dalla pelle candida.
    Accarezzandole la stessa spalla, fa poi scendere la mano fino al fianco, che afferra risoluto, prima di possederla...selvaggiamente.
    Diana sente il suo corpo pieno come mai prima d'ora, e non riesce a trattenere uno sfiatato urlo di piacere.
    "Piccola, voglio darti tutto me stesso" grugniva lui, incalzando il ritmo.
    Una lacrima scendeva dal volto di Diana, l'emozione era incontenibile.
    L'apice tardava ad arrivare, lei sentiva il suo corpo sul punto di sfaldarsi.
    "Voglio guardati dolcezza..." dicendo così, Michael si stacca per qualche momento dal corpo di lei, che nelfrattempo aveva emesso un sospiro più affannato del solito.
    Diana si sdraia sopra il divano, in attesa di lui, che asciugandosi il sudore dalla fronte, si riporta sopra di lei.
    Viene spinto selvaggiamente all'indietro dalla donna, che in qualche secondo lo sovrasta.
    Sopra di lui, sta scuotendo la testa, emettendo suoni che le orecchie di Michael concepiscono come la melodia più attraente.
    Diana era già sfinita,ma sentiva lui ancora solido ed impassibile dentro il suo corpo.
    "Michael...mi farai morire..." dice con voce ancora più afona.
    I respiri si fanno più intensi, i gemiti più lunghi e rumorosi...poi un momento di nero nella mente di entrambi...


    Diana era stesa sopra il petto caldo di lui. Osservava un punto della stanza così intensamente, da non riuscire a metterlo a fuoco. Preferiva concentrare il suo pensiero su una banalità.
    Michael le stava accarezzando la guancia con movimenti regolari già da qualche minuto.
    E' lui a rompere il silenzio, con tono impercettibile : "Stanotte non scappi...stanotte sei mia, in tutto e per tutto, sono stato chiaro?".
    Lei solleva la testa stordita : "E cosa potrai volere ancora da me?Sono già abbastanza sfinita per continuare"...
    Michael non trattiene una risatina : "Per ora sono abbastanza appagato...per ora...e vorrei sfruttare questo momento di calma ormonale, per conoscere un lato molto più intimo di te...ovvero, te stessa...".
    Diana si alza dal divano, e cerca di recuperare l'abito, ma la ferrea presa di Michael le blocca il braccio : "No dolcezza, tu non ti muovi..."



    WORK IN PROGRESS...

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    Re: [FANFICTION] La Vera Storia Di Dirty Diana

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      La data/ora di oggi è Dom Dic 16, 2018 3:20 am