Michael Jackson's L.O.V.E. Believers

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    The "This Is It" crew

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    Magnolia
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    The "This Is It" crew

    Messaggio  Magnolia il Gio Nov 05, 2009 2:23 pm


    In questa foto:Travis Payne e i ballerini del TII
    Tutte le interviste e i commenti dei ballerini ,tecnici e collaboratori di Michael per la realizzazione del TII.

    Intervista a Daniel Celebre:
    Il ballerino ricorda l'ultimo giorno di vita di Michael

    Com'era lo stato di Michael nelle 13 ore prima che venisse annunciato il suo decesso ?
    " Lui era felice , era sereno , rideva con noi " ricorda Daniel Celebre , che era uno dei ballerini principali del tour This Is It .

    Celebre ha provato con Jackson a Los Angeles " per tre mesi , otto ore al giorno , e Lui (Michael) ballava sempre . La sua energia era sorprendente ".

    Infatti il 24 Giugno , il direttore Kenny Ortega mise in scena lo show , " provammo l'intero show e finimmo circa all' 1.30 del mattino " , Celebre ricorda in un'intervista tenuta agli studi BDX .

    " Si sentiva una sensazione indescrivibile. Michael era all'apice del suo progetto . Le persone che lo conoscono da anni dicevano che non l'avevano mai visto ballare meglio ".

    " Abbiamo provato "Thriller" per la prima volta in costume , e i costumisti erano tra il pubblico in lacrime . Dicevano - i ragazzi non possono capire quanto sia sorprendente - "

    Quando a Clebere viene chiesto se Jackson sembrava stanco o sotto stress lui scuote decisamente la testa . " Tutti i giorni Lui osservava sereno , e quel giorno era meglio che mai . Lui osservava , la sua forma era perfetta ".

    Ogni sera Jackson e i ballerini erano soliti augurarsi la buona notte l'uno con l'altro , e quella sera non fece eccezione .
    "Noi ci abbracciavamo sempre . Io dicevo : ' Hey Mikey , I love you ' e Lui diceva ' I love you too ' "

    E quella fu l'ultima volta che Celebre vide Jackson .

    - Si parla di alcune vicissintudini rigaurdanti la vita di Daniel. Poi Daniel descrive le audizioni , dicendo che inizilamente i ballerini erano 500 , poi il numero diminuì a 250 , finchè ne vennero scelti solo 10 , i queli incontrarono finalmente Michael -

    "Gli strinsi la mano , era enorme . Lui aveva gli occhiali da sole , i capelli , l'abito nero . Noi stavamo lì in peidi , ed io pensai - Lui è amore - .

    Celebre amava provare e lavorare duro , ognuno faceva il meglio del meglio . E poi arrivò il 25 Giugno .

    "Noi eravamo seduti negli spogliatoi , pronti per cominciare le prove . Io stavo guardando una clip di Mike tratta da The Wiz sul mio computer .
    Non avevamo mai la TV , ma qualcuno l'aveva portata , e apprendemmo che Farrah Fawcett era appena deceduta . Poi cominciammo ad apprendere delle notizie su Mike ... alcune persone corsero giù in sala gridando . Alcuni caddero sulle ginocchia . Tutti stavamo piangendo . Tutti ."

    Le prove furono filmate , e ora saranno rilasciate come film , This Is It , il 28 ottobre .

    ma Celebre odia ricordare il funerale , il memoriale " tutto ciò che mi fa ricordare che Lui se ne sia andato".

    preferisce ricordare il primo giorno delle prove .

    " Lui ci disse che stava preparandoci ad un'avventura fantastica ... e l'ha fatto ."
    da: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Intervista-a-Daniel-Celebre-uno-dei-ballerini-del-This-Is-It/D8870277.html
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    Trilly Jackson

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    Re: The "This Is It" crew

    Messaggio  Trilly Jackson il Gio Nov 05, 2009 2:37 pm

    "Ricordando i passi di Michael" E'¨ il titolo che il giornalista del LosAngelesTimes dà alla lunga intervista rilasciata dai ballerini del "This is it", che rievocano immagini di vita vissuta accanto a lui per tre mesi.

    "I fans non potranno mai sapere uno degli aspetti più viscerali del lavorare con il Re del Pop....aveva un profumo affascinante" dice Mekia Cox, una degli undici ballerini intervistati.

    Un altro di loro, Daniel Celebre, si riferisce al singolare profumo di Jackson con il termine "pozione dell'amore", quando ricorda il potere della scia della sua fragranza di scatenare una specie di reazione incontrollata. "Non importa cosa stai facendo, non appena annusi quel profumo, boom! Devi diventare più¹ concentrato" ricorda Celebre. "Lui aveva bisogno di sapere che recepivamo quell'amore. E di diffondere l'amore intorno a sè¨".


    Il concerto che lo avrebbe riportato sul palco avrebbe previsto elaborati momenti di danza sospesa per aria, lo schermo LCD a 3 dimensioni più grande del mondo, illusioni pirotecniche, 12 mini-film originali ed anche la presenza di un bulldozer e un coro di bambini sul palco. Il film darà una nuova visione del Michael Jackson privato, che solo pochi estranei al suo entourage hanno avuto modo di vedere.

    Kenny Ortega, il direttore del concerto, dice: " Michael era un nuovo Michael...da 12 anni era un padre, un uomo d'affari, l'intrattenitore degli intrattenitori. Questa meravigliosa, innocente parte di Michael era sempre presente, ma li c'era un altro Michael, con più preoccupazioni per la situazione mondiale. Aveva ragioni più profonde nel voler fare questo spettacolo rispetto a tutte quelle che aveva avuto in passato nel fare qualsiasi altra cosa".

    Il film metterà anche in netto risalto la sopportazione fisica e mentale di Jackson, in un momento in cui ancora molti stanno combattendo per capire le circostanze che riguardano la sua morte.

    Il ballerino Dres Reid dice: " Era su un livello completamente nuovo...quando guardavi Michael era un Michael diverso. Sembrava orgoglioso di sè¨".

    Riguardo la nascita del "This is it", Ortega ricorda che Michael lo chiamò². "Iniziò dicendo, 'Kenny i miei ragazzi sono cosi affascinati da ciò che ho fatto per tutta la mia vita, sono come dei super-fans. Voglio condividerlo con loro ora che sono abbastanza grandi per apprezzarlo ed io abbastanza giovane per farlo'".

    La superstar vedeva il concerto come un risarcimento per i suoi fans e come una piattaforma per divulgare le sue preoccupazioni. Ortega riporta le parole di Jackson: " I messaggi nelle mie canzoni, quelle che ho scritto 10 anni fa, oggi hanno più significato."

    Travis Payne, il coreografo che ha lavorato con Jackson sin dagli anni '90, dice : "Questa doveva essere per lui la piattaforma più grande possibile per rilanciare i messaggi che sono stati nella sua musica e nei suoi film per anni...Michael stava per ricordare a tutti il lavoro che dobbiamo completare per curare il danno che abbiamo provocato al pianeta.".

    Nonostante Jackson avesse un debito di circa 400 milioni di dollari, Ortega continua ad affermare che Michael non ha mai menzionato come motivo del tour la sua situazione economica, nè che dovesse servire come "ritorno".

    "Una volta ho detto a Michael 'Stai per riavere la tua corona. Non vedo l'ora!', Michael mi indirizzò una risatina e disse 'Che Dio ti benedica Kenny, sei così¬ divertente!'. Lui non la pensava allo stesso modo".

    Il film mostrerà un'immagine diversa della star. Mostrerà un Jackson come il "capo", un perfezionista e visionario creativo, che era personalmente investito di ogni più piccolo dettaglio dello show.

    "Se era nel mezzo di un passo di danza e qualcosa non andava bene poteva dire 'Stop!'. Tutto doveva fermarsi." dice Ortega; " e poteva anche dire 'Non fare così¬!Aspetta. Guardami!', e il film ricorda alla gente che questa non è¨ una produzione automatizzata. Non premi i bottoni. Guardi Michael!"

    Cox dice: " Lui comandava".

    "Così come poteva dare tutto ciò che era nella sua mente in un determinato momento, così¬ poteva anche riservare un colpo di genio alla fine" dice Shannon Holtzpffel. "Ma poteva anche essere diretto. E noi non potevamo far altro che dire 'Wow!".

    Il tour, però, ha richiesto una sofferenza fisica a Michael, che è¨ visibile nel film. Ortega e Payne dicono di aver visto il cantante perdere peso e diventare affaticato per la difficoltà a dormire, man mano che si avvicinava la partenza per Londra. Parlano di un Michael che era solito provare fino all' 1:00 a.m. e che poi li chiamava intorno alle 4:00 a.m. per comunicargli le sue ultime idee.

    "Non dormiva molto" dice Ortega "Stava perdendo peso ed in mia compagnia non gli piaceva mangiare molto.Diceva sempre 'Sto ballando. Non voglio mangiare!'. Discutevo di questo con lui, con il suo medico, con il suo team. Ero davvero preoccupato che Michael avesse il giusto riposo, il giusto nutrimento. Mi è¨ stato detto - e Michael me lo assicurò²- che era in buona salute.".

    Nondimeno, Ortega sottolinea che il "This is it" non è¨ stata per l'artista nient'altro che un'esperienza "nutriente" e non la causa della sua morte.

    "Il film è¨ dedicato ai fans di Michael ed ai suoi figli." dice Ortega; " ma lui è¨ così¬ presente e vivo nel film, che quando eravamo in sala di montaggio c'erano volte in cui dimenticavo che lui non è¨ più qui con noi. E' così¬ grande. Così¬ ipnotico. Ti trascina dentro. E credo che tutti rimarranno affascinati aldilà dei fans.".

    http://www.mjjitalia.com/notizie/41-this-is-it/69-i-ballerini-del-this-is-it-ricordano-michael.html


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    Trilly Jackson

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    Re: The "This Is It" crew

    Messaggio  Trilly Jackson il Gio Nov 05, 2009 2:42 pm

    In prossimità dell'uscita del film "This is it" il sito Coming Soon intervista Kenny Ortega, Travis Payne e Michael Bearden. Il giornalista afferma di come sia stato sorprendente vedere come essi stiano rilasciando così tante interviste sul film, considerando quanto sia difficile per loro parlare del loro caro amico, e di come sia stata un'esperienza emozionante per i tre parlare di Jackson e il suo coinvolgimento nel film.

    Prima dell'intervista il giornalista di Coming Soon ha visionato circa 13 minuti di filmati e afferma che nel vedere Jackson nella sua piena regalità nel fare alcune delle sue movenze di "fabbrica" gli ha provocato un brivido lungo la spina dorsale, perchè appare evidente anche da quei pochi istanti che Jackson era ancora in prima linea quando è morto.

    C.S. Quanto tempo serve per portare sul palco produzioni del genere? I concerti sono stati annunciati a Marzo, voi a quel punto eravate già impegnati nella progettazione e la preparazione?

    Ortega: No in realtà no, Michael mi chiamò poco prima della conferenza a Marzo e così iniziammo i primi di Aprile, e all'inizio stava componendo il team e si discuteva delle idee, poi i ballerini iniziarono alla fine di Aprile, la band invece la prima settimana di Maggio, o no?

    Bearden: La band si, ma io iniziai prima. Iniziai prima dei ballerini.

    Ortega: Si compose lo staff creativo, poi raggruppammo i ballerini, i cantanti e i musicisti. Michael nel frattempo stava lavorando privatamente con Travis per i suoi passi di danza e la scaletta. Per arrivare poi tutti insieme sl palco del Forum a Maggio.

    C.S.: Allora il palco che vediamo nel film è quello del Forum?

    Ortega: Il Forum e lo Staples Center. Ci sono 5 sedi nelle immagini : l'Arena 02 luogo della conferenza, il Nokia Live dove abbiamo fatto i provini dei ballerini, il Center Stage dove abbiamo fatto le riunioni e le prime prove con la band, ballerini e cantanti e poi al Forum e lo Staples dove iniziammo a mettere in piedi lo show.

    C.S.: Allora vedremo i provini ed altre cose che riguardano le prove?


    Payne: Il film è la storia di cosa doveva essere "This is it", l'intero processo, la creazione dello spettacolo.

    C.S.: Dal momento che tutti e tre avete già lavorato con lui, avete avuto l'impressione che stesse cercando di reinventarsi in qualche modo o era solo questione di dare ai fans ciò che si aspettavano?

    Ortega: (sorride) Non aveva bisogno di reinventarsi. Non si parla di questo, ma nel mettere insieme lo show c'erano volte in cui reimmaginava, rinfrescava, creava nuovi stimoli, sorprese.

    Bearden: Idee allargate.

    Ortega: Idee allargate, ma c'erano aspetti classici di lui che erano intoccabili. Era un insieme dinamico di idee così semplii e così basilari ed intime, da quando Michael stava sul palco illuminato solo da una luce con la band e il pubblico difronte sino a quste elaboratissime immagini 3-D. Avevamo un cast di 70 persone che dovevano aprire il concerto di Londra. Era sinceramente senza dubbi l'arena di produzione più riuscita che avrei mai pensato.

    C.S.: Da quanto ho visto, questo sarebbe stato simile ad una lunga programmazione di Broadway, che avrebbe potuto essere messa in scena per mesi e mesi se lo avessero richiesto. Ero curioso del fatto che avete ripreso tutto. Era cosa comune fare così?

    Payne: E' stato sempre parte dello sviluppo documentare tutto, talvolta per memorizzare i riferimenti, così si potrebbe confrontare cosa succede da un giorno all'altro. Tutto nel tentativo di modellare le idee nel miglior modo che potessero essere, fortunatamente, come ogni altro processo di produzione, le videocamere erano accese ed è grazie a ciò che siamo stati capaci di costruire questo film.

    C.S.: A chi venne per primo l'idea di fare il film? Chi disse "Dovremmo provare a mostrare alla gente cosa avrebbero visto..."?

    Ortega: I fans lo chiedevano. Subito dopo la morte di Michael, mentre tuttii ci eravamo bloccati per questa tragedia, nel mezzo della preparazione del memorial e mentre tutto scorreva al rallentatore nel surrealismo di ciò che accadde, i fans, i quali attraversavano le loro angosce tremende per la perdita di Michael, chiedevano nello stesso tempo "Noi abbiamo i biglietti. Dobbiamo sapere, cos'era? Cosa stavate faacendo? Perfavore, perfavore...".Stavano implorando in migliaia da ogni parte del mondo, in ogni lingua "Perfavore, perfavore fateci sapere cosa stava facendo Michael, condividetelo con noi, tutto. Non avete niente?". Allora i rappresentantti di Michael, che curano al meglio i suoi interessi, e la sua famiglia ci pensarono e ci dissero "Abbiamo bisogno di farlo". In un primo momento rimanemmo stupiti tipo "Huh?", ma fortunatamente tutti fummo concordi che questo era un progetto in onore, non di gloria, fu come una chiamata. Era come se fosse nostro compito riconoscere che il viaggio non era finito e che dovevamo crearlo e trovare un modo di diventare abbastanza obiettivi per farlo.E' stato difficile, ma ci siamo tutti riuniti in una stanza e ci siamo tirati su l'un l'altro...

    Bearden: Moltissimi momenti da fazzoletti di carta (per le lacrime).

    Ortega: Dovevamo fare molte passeggiate a volte.

    Payne: E questo è stato il lavoro più grande di Michael, ed era così appassionato in questo. Sapeva che questo era il momento di ritornare sul palco e ricordare alla gente molti dei messaggi che aveva diffuso attraverso la sua musica e la sua arte per anni. Pace, speranza e amore e la protezione del pianeta e fare tutto ciò che possiamo come umanità per garantire che c'è un ambiente abbastanza sano in cui vivere per le generazioni future. Sapevamo da quel momento che ciò era molto importante per lui. E' stato un viaggio iniziato tutti insieme ed era importante che lo finissimo...per e con Michael.

    C.S.: In che momento avete iniziato a ripercorrere le immagini e cosa era inserito in questi che deve averlo reso così difficile?

    Bearden: E' stato dopo il memorial e si parlava di un concerto tributo e questo è avvenuto solo poco prima della proposta per il film, una volta che la Sony ha acquisito i diritti, tutte le discussioni in merito al tributo si interruppero e loro tirarono dentro Kenny, Travis e me per guardare questa lunga infinita striscia di...

    Ortega: (ride) 80 ore di immagini.

    Bearden: Ed è stato alquanto emozionante perchè non lo avevamo saputo gestire in quel momento.

    C.S.: Ma non tutte le 80 ore in una sola volta certamente...

    Ortega: No, no, no, ma in definitiva abbiamo visto abbastanza per sapere che c'era abbastanza per fare qualcosa, e questo fu intorno alla metà di Luglio. E poi ne parlammo musicalmente, concettualmente e ci prendemmo due settimane con gli editori per dargli un progetto ed una direzione, e poi hanno fatto un enorme assemblaggio di 6 ore che guardammo tutti insieme. Poi ci riunimmo e ne parlammo e dopo ciò dicemmo "Ok, ecco il film che vogliamo fare...vediamo un film qui".

    Bearden: Ad un certo punto, ognuno di noi era con Michael ogni giorno separatamente o riuniti in team ed è stato un gran colpo di genio, se vogliamo, che potevamo iniziare a vedere cosa cesellare e cosa dovevamo fare in gruppo, perchè c'era così tanto da fare. Ed un'altra cosa che abbiamo fatto è che ognuno di noi ha sempre tenuto presente Michael in ogni aspetto...questo non guidava solo il martello e lo scalpello...era Michael. Mi dicevo "Questo pezzo gli piace? No!". Ognuno di noi credo che abbia avuto momenti in cui realmente ha sentito la sjua presenza, questo è ciò che accadde. Ricevemmo un magnifico progetto da Michael, lui era stato l'architetto di tutto ciò che faceva e siccome siamo stati lì con lui tutti i giorni sapevamo cosa voleva, così abbiamo provato a realizzare la sua visione e trasformarla nel film.

    Ortega: Devo dirvi. Una volta, eravamo seduti in una stanza e stavamo guardando tre diverse performance delle prove in cui Michael faceva una canzone ed io "La amo!Come possiamo non perderla?". Travis ed io lo guardavamo e io "Cosa pensate dovremmo fare?" e Travis disse "Lui ha detto 'Tutti questi'' e io dissi "Cosa?"...'Lui ha detto 'Tutti...usali tutti'. Poi realizzammo che lui era nella stanza, ci parlava e ci stava dicendo "Non dovete mostrarne uno, mostrateli tutti!". In diversi intervalli del film potrete vedere Michael in una prova pomeridiana di qualcosa e poi nella canzone successiva potreste vedere settimane di prove accorpate come in una compilation. Ci siamo realmente sentiti guidati, davvero, ci siamo sentiti guidati. L'altra cosa che avevamo nella mente e nel cuore ogni giorno sono i fans. Di cosa hanno bisogno? Di qualcosa che possa aiutare a fermare questo dolore al cuore dentro di loro. Prima che potessimo liberarci di qualcosa dicemmo "Dannazione, lo vorranno questo".Discutemmo per loro, eravamo li per loro.

    C.S.: Nelle immagini c'è una schermata suddivisa in cui MJ fa tre diverse versioni della fine di una canzone. Questo spettacolo sembra così programmato e ben provato, ma c'era ancora spazio per Michael per improvvisare?

    Ortega: Questi ragazzi dovevano imparare tutte le canzoni di tutti gli album. avevano il catalogo intero.

    Bearden: Abbiamo fatto circa 30 canzoni in due settimane. Avevo la stessa etica professionale di Michael. Molto gentile, affabile, un perfezionista ma non in senso dittatoriale in cui devvi fare qualsiasi cosa ti dica di fare. E' collaborativo, ma nello stesso tempo dovevi aver fatto ciò che lui voleva andasse fatto.Dovevamo essere pronti a qualsiasi cosa volesse fare, perchè era così spontaneo e creativo, anche se aveva una sorta di senso di dirigere. Una cosa meravigliosa che amavo di MJ è che permetteva quello che chiamiamo "la giostra creativa" e così se c'era qualcosa che non mi piaceva-od anche su cui avevo una diversa opinione- lui poteva dire "Bene, fammi sentire. Ok facciamolo".

    Payne: Essendomi esibito con lui in Dangerous ed History tour, lui era il signore dell'improvvisazione, il migliore che abbia potuto mai vedere, e c'erano molte occasioni per lui di avere diverse esperienze ogni sera. C'erano momenti in cui chiamava i pezzi in cui ci si aspettava che lui apparisse e fosse all'unisono con i ballerini, e questo era ciò su cui eravamo concentrati alle prove, ma poi chiaramente c'era spazio per lui di fare la propria esperienza. Così per lui diventava fresco e nuovo ogni sera.

    Ortega: E lui voleva sempre che tu lo guardassi. Quando lavoravi con MJ dovevi accendere la corrente. Non eri la band o i cantanti o i ballerini, eri un'estensione di MJ. Era un organismo, e si vede nel film. Ad un certo punto diceva "No ferma! E' andato troppo veloce. Guardami!". E qualcuno poteva iniziare a replicare e lui diceva "Guardami. Ti porterò là!". Qualsiasi cosa fosse Michael era il conduttore, ed in ogni momento possibile era capace di renderlo un momento di improvvisazione. Puntava la folla, e diceva "Potrei solo voler scuotere le spalle. Potrei solo voler sbottonare la giacca.". Ciò che stava succedendo è che tutti diventavano ben collegati, concentrati, e lo vedevi ad un certo punto che faceva una pausa ed una piccola esitazione per vedere se qualcuno anticipava i tempi, un piccolo passivo/aggressivo test...e nessuno lo faceva, così compariva un sorriso ammiccante sul suo viso perchè si accorgeva che tutti lo stavano guardando ed erano attenti, poi alzava la mano e tutto continuava. Michael aveva questa capacità di stimolare ogni sera, in ogni momento. Doveva essere pronto e il coreografo anche...

    C.S.: Suona come James Brown...non c'è modo di sapere per i musicisti cosa fa dopo...

    Bearden: E' divertente che tu dica una cosa del genere perchè abbiamo discusso molto riguardo a questo ed è da questo che MJ ha imparato. E' molto simile a J.B. e Jackie Wilson e tutte queste cose le ha assorbite quando era ragazzo...lui guardava, ascoltava e lo faceva anche ad 8 anni.

    C.S.: Questo film non è proprio un concerto ma sembra più un dietro le quinte.

    Ortega: quando abbiamo iniziatio a fare il film abbiamo pensato fosse una specie di documentario, nel film avremmo raccontato la storia meglio che potevamo del più grande show che tutti abbiano mai potuto vedere. Ho sempre puntato i piedi quando qualcuno cerca di riferirsi al film come ad un film-concerto e io dico "Non dite questo". Perchè eravamo ancora in una fase di "lavori in corso"...Il suono in questo film è straordinario. Michael ha lavorato con Paul Masi, il vincitore dell'Academy Award, che ha creato la colonna sonora per "Shine a light", il film di Scorsese sui Rolling Stone...

    C.S.: Pensate che questo film ci sarebbe stato se Michael fosse stato ancora vivo?Avrebbe mai permesso di far vedere le scene del dietro le quinte?

    Ortega: Non abbiamo mai trovato altri film del genere. Ci abbiamo provato. Abbiamo voluto che qualcuno ci mostrasse qualcosa, per aiutarci. Sarebbe stato meglio avere un riferimento e vorrei dire "No, non credo".

    C.S.: Vorrei parlare dell'eredità di Michael. Indubbiamente ha fatto e venduto molti dischi, ed ora tutti si stanno rendendo conto che abbiamo perso un grande.Potete parlarmi della sua eredità e di dove credete che andrà ora? Pensate che il suo trapasso sfortunato assicurerà a più gente di scoprire la sua musica?

    Payne: Credo di si. Credo che chiaramente tutti i vecchi fans di Michael che sono stati con lui tutti questi anni siano stati destabilizzati a venire all'Arena 02 e a metabolizzare il tutto per essere li con il loro eroe. Ma credo certamente che a causa della sua morte prematura ci sia molta più curiosità intorno al progetto. Credo che potrebbe raccogliere più persone che avrebbe avuto. E' sfortunato che abbiamo dovuto perderlo fisicamente, ma credo che sarebbe felice se un'audience molto grande ascolterà e vedrà i msg che erano così vicini e cari al suo cuore per tutti questi anni e che sono stati il suo fondamento per tornare sul palco.

    Ortega: E noi avevamo così tante motivazioni dietro ciò che stavamo facendo. Ogni persona che ha lavorato a questo progetto, una volta perso MJ, ha subito capito che ci ha lasciati con questa responsabilità . La sua musica sarà sempre li. I suoi video saranno sempre li. Potete guardare "Dangerous" o affittare "History" o "Thriller", ma le ragioni che stavano dietro la volontà di Michael di andare fuori e fare questi lavori ed altro- portarli in India, Giappone, in giro per il mondo- erano molteplici ed erano profonde e sincere, e lui era molto sensibile a molte di queste. Siamo stati li ogni giorno, riuscendo ad apprezzare e valutare realemnte perchè¨ MJ stava facendo questo in questa fase della sua vita.Ora se ne è¨ andato, e parlo a nome di tutti qui e di ogni persona coinvolta, quando dico che sappiamo quella parte di eredità che dobbiamo portare avanti facendo tutto ciò che possiamo per ricordare alla gente questi messaggi così importanti per Michael. questo è¨ il modo in cui fai sopravvivere qualcuno. questo è il modo in cui l'eredità continua e cresce, grazie ad ognuno di noi: i suoi fans, le persone creative che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, devono ricordare che abbiamo la nostra parte da fare. Abbiamo una responsabilità .

    Payne: Sperando che le persone che andranno a vedere il film siano capaci di connettersi nuovamente con Michael e di ascoltare i messaggi che lo appassionavano. Se ognuno di loro andrò fuori e farò anche una sola di quelle cose ogni giorno, allora lo avrò reso felice. Credo che iniziare qui possa comportare un grande flusso di cambiamento, e sarebbe un trionfo.

    C.S.: Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stato un film del genere quando morì Elvis o quando fu sparato Lennon, perchè¨ questo rifocalizza l'attenzione sulla musica. Non l'ho visto in IMAX, quindi come sono state tradotte le immagini nel formato più largo?Perchè¨ indubbiamente è¨ stato un lavoro faticoso...

    Ortega: Si...in primo luogo, il nostro produttore post-produzione ci introdusse, danzando un motivetto, Chantal Feghali, un'affascinante supervisore/co-produttrice post-produzione; lei entrò "Abbiamo l'IMAX!" e noi la guardammo ed esclamammo "Cosa?!". Perchè¨ l'IMAX è¨ granuloso, grezzo e non sempre carino.

    Bearden: Non si è¨ mai pensato ad un film!

    Ortega: In effetti, tutti quelli che sono andati a Seattle per lavorarci sopra tornarono da noi dicendo "Impazzirete!!". La notte di Halloween, lo vedremo in IMAX, ci daranno uno schermo speciale. Non ve l'ho ancora detto (rivolto agli altri due).

    Bearden: Davvero??Woww!

    Ortega: Non so se lo sapete ma abbiamo 15 prime mondiali simultaneamente, e mi è¨ stato detto che sarà completamente unico e da Los Angeles, saremo tipo la "base", inserita in tutte queste 15 prime mondiali, schermi ovunque, a Leicester Square a Londra, si aspettano l'arrivo di migliaia di persone all' 1,00 del mattino. Ci saranno schermi per le strade ovunque sul pianeta nelo stesso momento. Stiamo parlando delle città principali, incluse Sidney e Tokyo e Londra e...

    Bearden: Anche le Bermuda!!

    Ortega: Bermuda, Monaco, è¨ molto eccitante!
    http://www.mjjitalia.com/notizie/41-this-is-it/97-coming-soon-intervista-i-tre-produttori-del-film-this-is-it-prima-parte.html


    Ultima modifica di Trilly Jackson il Gio Nov 05, 2009 3:20 pm, modificato 1 volta
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    Re: The "This Is It" crew

    Messaggio  Magnolia il Gio Nov 05, 2009 3:12 pm

    Trilly puoi insierire il link? Smile
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    Re: The "This Is It" crew

    Messaggio  Liberian Girl il Gio Nov 05, 2009 11:28 pm

    Il twitter di Timor può lasciare spunti di rilessione interessanti

    http://twitter.com/Tmoreworld
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    Re: The "This Is It" crew

    Messaggio  Trilly Jackson il Ven Nov 06, 2009 12:21 am

    metto anche quello di Kenny bounce
    http://twitter.com/KennyOrtegaBlog

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    Re: The "This Is It" crew

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